Tredici anni di Roma, uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e un legame rimasto intatto. Aldair Nascimento dos Santos, per tutti semplicemente Pluto, è tornato a parlare del suo rapporto con il mondo giallorosso in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ripercorrendo gli anni nella Capitale, il derby, il corteggiamento della Lazio e il presente della squadra di Gian Piero Gasperini. Dal 1990 al 2003, Aldair ha raccolto 436 presenze e 20 gol con la maglia della Roma.
Il no alla Lazio
Il passaggio più forte riguarda il passato e un retroscena che, a Trigoria, pesa ancora come una dichiarazione d’amore. Sergio Cragnotti provò a portarlo alla Lazio, ma la risposta fu netta: “Rischiato no, perché non avrei mai potuto tradire la Roma. Ma è vero che Cragnotti mi voleva e che la Lazio mi fece un’offerta. Che io però rifiutai”. Parole semplici, definitive, da bandiera vera.
Aldair ha poi ricordato anche il derby più bello della sua carriera: il 3-0 con Carlo Mazzone in panchina. Il momento più amaro, invece, resta la striscia dei quattro derby persi consecutivamente. Tra gli avversari più complicati da affrontare, nessun dubbio: Alen Boksic, definito il centravanti capace di fargli “girare la testa”.
Fiducia a Gasperini
Nell’intervista c’è spazio anche per la Roma di oggi. Aldair ha promosso il lavoro di Gasperini, inserendolo in un ragionamento più ampio sulla pazienza e sulla costruzione di un ciclo: “Ha un buon allenatore, che forse si aspettava qualche giocatore che è arrivato invece un po’ tardi. La squadra è buona, è importante che la società abbia dato fiducia al tecnico”.
Il paragone è con Fabio Capello: primo anno complicato, poi gli arrivi di Batistuta, Samuel ed Emerson, fino allo scudetto del 2001. Il messaggio è chiaro: a Roma serve qualità, ma anche tempo. E se a dirlo è Aldair, uno che la città l’ha capita fino in fondo, il peso delle parole cambia.