La Roma U23 resta un progetto concreto, ma non immediato. La società giallorossa avrebbe messo nel mirino la stagione 2027/28 per provare a lanciare la seconda squadra, seguendo il modello già intrapreso da Juventus, Atalanta, Milan e Inter. Non c’è ancora una decisione ufficiale, ma l’idea dei Friedkin è chiara: rafforzare il ponte tra Primavera e prima squadra.
Il piano dei Friedkin
La partenza nella stagione 2026/27 appare ormai accantonata. Il club non vorrebbe forzare i tempi, anche perché una squadra U23 richiede organizzazione, costi, una struttura tecnica precisa e soprattutto uno stadio idoneo per disputare le gare. Il nodo principale resta proprio l’impianto: il Tre Fontane, allo stato attuale, non avrebbe tutti i requisiti necessari.
Per questo la Roma sta lavorando prima alla riorganizzazione del settore giovanile. La scelta del nuovo responsabile del vivaio sarà centrale anche in ottica U23. Tra i profili indicati c’è Valentino Angeloni, oggi alla Fiorentina, mentre per la panchina della Primavera resta da seguire la posizione di Federico Guidi, con Daniele Galloppa tra i nomi accostati.
Perché serve alla Roma
La seconda squadra non sarebbe solo un progetto d’immagine. Per la Roma, l’U23 servirebbe a dare continuità ai giovani usciti dalla Primavera, evitando il salto diretto e spesso complicato verso la prima squadra o prestiti non sempre realmente formativi.
Il modello è quello delle big italiane che hanno scelto la Serie C come laboratorio competitivo. La normativa federale consente alle seconde squadre di giocare nel professionismo, con limiti specifici su età, rose e rapporto con la prima squadra. Per i giallorossi sarebbe una svolta strutturale: non una scorciatoia, ma un investimento sul futuro. La data cerchiata resta il 2027/28, ma prima serviranno scelte chiare, impianto e programmazione.