Francesco Totti torna a parlare e, come spesso accade, le sue parole fanno rumore. Nel format “Totti contro Tutti”, organizzato da Betsson Sport, l’ex capitano giallorosso ha affrontato diversi temi legati alla Roma, al calcio italiano e alla sua carriera. Il passaggio più forte riguarda la presunta lite con Daniele De Rossi, oggi alla guida del Genoa, ipotesi smentita con decisione dal numero 10 più amato della storia romanista. De Rossi è stato nominato allenatore del Genoa nel novembre 2025, dopo l’esperienza sulla panchina della Roma.
Totti-De Rossi, arriva la smentita
Sul rapporto con De Rossi, Totti ha voluto chiudere ogni retroscena: “Non c’è mai stato alcun attrito tra me e Daniele, è sempre regnato il massimo rispetto, l’amicizia e una profonda stima reciproca, cresciuta condividendo un lunghissimo percorso sul campo”.
Parole pesanti, perché arrivano dopo mesi di voci, interpretazioni e racconti su due simboli assoluti della Roma moderna. Totti e De Rossi hanno condiviso anni, vittorie, delusioni e leadership dentro Trigoria. E l’ex capitano ha voluto rimettere al centro proprio questo: rispetto, amicizia e storia comune.
Dybala, Balotelli e la lezione sull’Italia
Poi il tema più delicato per i tifosi: la maglia numero 10 a Paulo Dybala. Totti riconosce il valore tecnico della Joya, ma alza l’asticella: “Roma non è Torino. Tecnicamente è un 10, ma per mettersi una casacca così pesante non basta il lampo di una o due stagioni, ma serve dimostrare una continuità sul campo per almeno 10 o 15 anni”. Il dibattito sulla 10 giallorossa accompagna Dybala fin dal suo arrivo nella Capitale, quando l’argentino scelse di non prenderla per rispetto della storia romanista.
Spazio anche al pentimento per il calcio a Mario Balotelli nella finale di Coppa Italia 2010: “Mi pento sinceramente, oggi non lo rifarei nella maniera più assoluta”. Infine, una riflessione sull’Italia fuori dal Mondiale 2026, esclusione confermata dopo il ko ai rigori contro la Bosnia. Per Totti, il problema è chiaro: “Tornare a puntare con forza e serietà sui settori giovanili”. Un messaggio diretto, da chi conosce il peso della maglia e il valore delle radici.