Il nome di Dybala è tornato al centro del dibattito romanista in poche ore. Da una parte c’è il legame con la Roma, la volontà di restare competitiva in Europa e un rapporto ancora forte con la piazza. Dall’altra c’è l’Argentina, con il Boca che continua a chiamarlo attraverso l’amico Paredes. Il quadro, oggi, è questo: la Joya resta sospesa tra due mondi, ma con una differenza sostanziale. In Argentina la scelta sarebbe soprattutto sua; a Roma, invece, pesa ancora l’incertezza del club sul rinnovo e sul progetto tecnico.
Paredes insiste, il Boca resta sullo sfondo
Il segnale più recente è arrivato proprio dopo il successo del Boca nel derby contro il River Plate, deciso da Paredes dal dischetto. Subito dopo, il centrocampista argentino è tornato a parlare pubblicamente di Dybala e non ha abbassato i toni: “Ne parlo con lui e ha molta voglia di venire”. Non è la prima volta che l’ex regista giallorosso prova a trascinare l’amico alla Bombonera, ma stavolta il contesto pesa di più, perché arriva in un momento in cui il futuro del numero 21 della Roma è davvero in bilico.
A Roma non basta la volontà del giocatore
Ed è qui che si apre il nodo vero. Le ricostruzioni più recenti raccontano di una situazione ancora sospesa: il contratto di Dybala è in scadenza il 30 giugno 2026 e, nonostante la sua disponibilità a discutere anche un nuovo accordo con cifre diverse, il club non ha ancora chiuso il discorso. In più, attorno alla Roma continuano a pesare incertezze tecniche e societarie che rendono ogni scelta meno lineare. Per questo il bivio è reale: se in giallorosso serve una convergenza totale tra società, progetto e giocatore, il ritorno in Argentina resta una porta apertissima. E oggi, per la prima volta, sembra un’ipotesi meno romantica e molto più concreta.