Ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, l’ex portiere giallorosso Julio Sergio ha analizzato il momento in casa Roma, partendo dallo straordinario e rapido impatto di Wesley e consigliandogli un altro anno di crescita prima del grande salto verso top club come il Real Madrid. Reduce da una recente visita al centro sportivo di Trigoria, ha espresso grande entusiasmo per il ritorno della squadra in Champions League. Infine, Julio Sergio ha speso parole di forte stima per Mile Svilar, esaltandone la reattività e spiegando il legame speciale che lo unisce a una tifoseria travolta dalla passione. Queste sono state le sue parole.
Le dichiarazioni di Julio Sergio
Julio Sergio ha commentato l’impatto devastante di Wesley soffermandosi sulle sue doti e sul cambio di ruolo che lo ha valorizzato: “Lui ha caratteristiche importanti. Poi, ovviamente, il mister è stato bravissimo a cambiargli ruolo per necessità e lui si è trovato a meraviglia. È un po’ quello che successe a Mancini o a Taddei quando arrivarono in Italia modificando la loro posizione originale. Sapevo che Wesley aveva gamba e voglia: mette sempre il cuore e l’anima in campo. Non direi che è stata una sorpresa totale, ma è stato molto rapido e intelligente ad approfittare della fiducia dell’allenatore.”

Riguardo al futuro del calciatore e alle sirene di mercato provenienti da club come il Real Madrid, l’ex portiere ha analizzato i pro e i contro di un eventuale trasferimento immediato rispetto alla permanenza nella Capitale: “È difficile dare consigli. La Roma è una squadra importante, è tornata alla grande in Champions League e ha investito una bella cifra su di lui. Però quando parliamo di Real Madrid o Manchester City parliamo del top del calcio mondiale. Il ragazzo si è ambientato bene, a Trigoria mi hanno confermato che la famiglia si trova benissimo. Il rischio quando cambi per andare in questi top club è di non giocare con continuità, faticando a esprimere il tuo valore. Forse fare un altro anno a Roma consolidandosi ad alti livelli non sarebbe male, poi se arriverà un’offerta economica irrinunciabile farà il bene sia del ragazzo che della Roma. Vedremo cosa succederà.”
A seguito della sua recente visita a Trigoria, Julio Sergio ha descritto l’atmosfera che si respira all’interno del centro sportivo in vista del ritorno dei giallorossi nell’Europa che conta: “L’ambiente migliore possibile. È stato un capolavoro di tutti: allenatore, giocatori e società. Ora si ricomincia per dare continuità a quanto fatto nello scorso campionato. C’è grande aspettativa. Sappiamo che sarà difficilissimo perché affronteremo squadre più abituate a questa competizione, ma sono sicuro che il mister metterà in campo una squadra molto competitiva in grado di regalare belle sorprese.”
Durante la sua permanenza a Trigoria c’è stato spazio anche per un confronto con Mile Svilar, nei confronti del quale sono parole di grande stima per l’apporto e la sicurezza che garantisce alla squadra: “Lui fa la cosa più importante per un portiere: para e porta punti a casa, come ha dimostrato anche nell’ultima partita con un grande intervento. È un portiere molto reattivo, ha una bellissima fisicità ed è un ragazzo educato, disponibile, che ha capito subito cosa significa essere il portiere della Roma. Avere un portiere che dà questa sicurezza rende più tranquilli anche i difensori. Ovviamente può migliorare con i piedi o nelle uscite alte, ma questo vale per tutti. Oggi il calcio è velocissimo, hai millesimi di secondo per decidere. Non so quali siano i suoi limiti, ha la testa e il fisico giusti per fare sempre meglio.”

Infine, l’ex numero uno giallorosso ha spiegato l’origine del grande affetto che unisce l’attuale portiere romanista alla tifoseria, tracciando un parallelo con la sua personale esperienza nella Capitale: “Questo succede per quello che dai sul campo, non perché siamo belli o carini. Succede quando fai il tuo dovere. Con me accadde dopo quella partita a Brescia, dopo i derby… si creò un legame fortissimo, nonostante io abbia giocato poco più di 70 partite con la Roma, che non sono tantissime se calcoliamo il tempo in cui sono rimasto. Per Svilar è la stessa cosa: è entrato in un momento in cui nessuno se lo aspettava, ha sfoderato grandissime prestazioni e la gente lo apprezza perché fa vincere la squadra. Sbaglierà anche lui perché nessuno è perfetto, ma ha già dimostrato di essere una garanzia“.