facebook twitter Feed RSS
Sabato - 11 luglio 2020
Mappa Cerca Versión italiana
RomaForever.it
HOME
   
NEWS
   
FORUM
   
SQUADRA
   
CAMPIONATO
   
CHAMPIONS LEAGUE
   
EUROPA LEAGUE
   
COPPA ITALIA
   
 
SHOP
   
AMICHEVOLI
   
CALCIOMERCATO
   
FORMAZIONI
   
PALMARÉS
   
SUPERCOPPA ITALIANA
   
CONTATTACI
   
LAVORO
   
 

Fanchini: "Ha più senso allenarsi a Trigoria che in un parco. Con un po' di organizzazione si può"

Giovedì 30 aprile 2020
Maurizio Fanchini, Head of Club Performance della Roma:

Come avete reagito allo stop delle attività agonistiche causato dall'epidemia da Covid-19?
"La situazione è arrivata nel pieno della nostra stagione sportiva, quando ci stavamo preparando alla trasferta per gli ottavi di Europa League. Il 9 marzo è stato l'ultimo allenamento svolto a buona intensità, perché il 12 avevamo in programma la sfida contro il Siviglia. L'11 marzo la partita è stata rinviata e abbiamo lasciato qualche giorno libero ai giocatori. Da quel momento è iniziato il nostro percorso di lavoro a distanza, perché c'è stato anche lo stop delle competizioni europee, ma non siamo stati colti totalmente alla sprovvista".

Eravate già orientati a un'eventuale chiusura totale?
"Ovviamente leggevamo le notizie e avevamo coscienza di quello che stava accadendo, soprattutto nel nord del Paese. E allora ci siamo preparati per l'eventuale lockdown in tutta Italia. Dal 16 marzo, infatti, abbiamo inviato ai ragazzi un programma da svolgere da remoto, stilando un protocollo che ci permette di controllare quanti più aspetti possibili".

Quanto è complicato creare un programma a distanza per i calciatori?
"Non così tanto, se ci si comporta allo stesso modo della sosta natalizia. Anche in quella situazione mandiamo dei programmi ai giocatori e utilizziamo il supporto tecnologico per raccogliere dei dati: la nostra società è ben fornita e molto avanzata da questo punto di vista. Abbiamo inviato ai calciatori delle cyclette, degli attrezzi della palestra per fare esercizi di forza e dei cardiofrequenzimetri che registrano la loro attività e tramite un'applicazione tutti i dati vengono mandati ad un software cui possiamo accedere per controllare il carico di allenamento. Abbiamo mantenuto gli standard di raccolta dati che analizziamo di solito a Trigoria, attraverso dei questionari rivolti ai singoli calciatori con l'obiettivo di valutare il carico di allenamento".

Cosa devono fare nello specifico i ragazzi per comunicarvi i loro dati?
"Ogni mattina controllano il peso e mandano una foto al nostro nutrizionista, che la registra nel sistema informatico della Società. Mentre si allenano, poi, il cardiofrequenzimetro registra il carico cardiaco e al termine di ogni seduta valutiamo lo sforzo di ogni allenamento attraverso delle domande sottoposte ai ragazzi. Ovviamente la tipologia di carico è diversa rispetto a quella abituale sul campo, perché c'è differenza, per esempio, tra una pedalata e una corsa".

Avete stilato un piano individuale per ciascuno dei ragazzi?
"Abbiamo diviso prima di tutto la rosa in due gruppi. Il primo è relativo ai calciatori che dovevano recuperare da un infortunio o che erano in procinto di tornare in campo dopo un periodo di stop: sono stati affidati ai nostri fisioterapisti e preparatori atletici, che li seguono attraverso delle videochiamate e con una scheda giornaliera. Per quanto riguarda il resto dei calciatori, invece, li abbiamo divisi in due gruppi, uno gestito da me e uno dal collega Nuno Romano, ovviamente allineati sul lavoro da svolgere, preparato tenendo in considerazione le esigenze del singolo. Abbiamo approfittato di questa finestra di stop per poterci concentrare su qualche problematica che durante la stagione, dato il ritmo serrato tra una partita e l'altra, non riusciamo ad approfondire".

Quindi questo periodo vi ha anche permesso di concentrarvi su altri aspetti sui quali solitamente non è possibile lavorare durante la stagione?
"Non essendoci una gara ogni tre giorni, abbiamo avuto l'occasione di provare a condizionare la muscolatura in un certo modo, cosa poco fattibile quando si viene da un ritmo partita troppo alto. Con tutti abbiamo fatto un lavoro graduale, che ha visto crescere il carico nei giorni. Ci siamo basati sul feedback che ci viene fornito dai mezzi tecnologici e dal questionario a cui risponde ciascun ragazzo al termine di ogni sessione di allenamento. Ovviamente un effetto di "detraining" ci sarà sempre, mancando la corsa e la specificità del allenamento. E noi, con questa tipologia di lavoro, stiamo provando a limitare i danni".

Avete fornito anche un supporto psicologico per i ragazzi?
"Gli atleti professionisti sono abituati a stare molto fuori casa, tra allenamento, viaggi e partite: per questo abbiamo dovuto inserire ulteriori misure. Stare chiusi tra le mura domestiche, come accade nella popolazione normale, può creare dei problemi anche a un calciatore, con le dovute proporzioni. Abbiamo quindi creato un questionario psicofisico per monitorare anche questi aspetti e lo abbiamo esteso sia alla squadra femminile sia alla Primavera. Raccogliamo i dati ogni due settimane, perché questa è una situazione straordinaria ed è bene tener conto di tutto. In più facciamo continue videochiamate con i giocatori, non solo per controllarne il lavoro, ma anche per tenerli stimolati e per fare gruppo".

Oltre al peso da monitorare ogni giorno c'è anche un controllo dell'alimentazione?
"Certo, seguendo la routine che c'era prima. Il nostro nutrizionista ha aggiornato il piano alimentare per i giocatori, modellandolo sulle problematiche di questo momento, tutto a livello individuale. Nell'inviare il materiale di allenamento, poi, abbiamo anche fornito ai ragazzi degli integratori selezionati dalla nostra area medica".

Com'è cambiato il lavoro dei giocatori nelle diverse fasi della quarantena?
"Nonostante nei primi giorni ci fosse la possibilità di correre nella città di Roma, perché i parchi non erano ancora chiusi, abbiamo comunque dato indicazione ai ragazzi di non uscire. Lavorando in quel modo ci si può comunque infettare, senza dimenticare che su un terreno scosceso si potrebbe rischiare un infortunio. E se ciò dovesse accadere, si andrebbe ad affaticare un ospedale, per una diagnosi o una cura, nel momento in cui le strutture sanitarie hanno cose ben più importanti a cui pensare. A quel punto, quando è arrivata la chiusura per tutta Italia e il divieto di attività motoria all'aperto, i nostri calciatori stavano già seguendo questa linea da giorni".

La corsa è l'aspetto che forse manca di più ai giocatori?
"Chiaramente. Sono abituati a fare certi movimenti e noi abbiamo iniziato a lavorare nell'ultimo periodo per poterli riabituare a certe attività. I ragazzi fanno esercizi di corsa con cambi di direzione dentro casa, in giardino o sul balcone, per poterli avvicinare a quello che potranno rifare sul campo. Anche se ovviamente non è la stessa cosa".

Come hanno reagito i calciatori ai vostri input in questo periodo?
"Molto bene. La situazione è particolare per tutti. Alcuni di loro sono con la famiglia, ma altri sono soli in casa. Questo, però, è un gruppo eccezionale, con una dedizione al lavoro molto alta. Sono tutti molto presenti negli allenamenti a distanza, mandano dati e collaborano. Il messaggio del mister è sempre stato uno: non si saprà quando si ripartirà, ma facciamoci trovare ponti a ogni evenienza. E il nostro staff ha lavorato in tal senso".

Da lunedì inizia la fase due in Italia, che occasione è questa per i nostri calciatori?
"È l'occasione per riprendere la meccanica della corsa individuale e mettere in pratica certe esercitazioni che mancano da tempo. Correre su un campo è diverso rispetto a correre su un balcone di casa o in un corridoio. Al giocatore di calcio serve poter correre ad alta intensità, mantenendo 18-20 chilometri all'ora. Questo è un fattore importante sul quale dovremo lavorare quando ci sarà la riapertura delle attività individuali".

Quanto ci vorrà per riprendere la forma fisica che c'era prima dello stop?
"Questo periodo potrebbe essere paragonato alla fine della stagione. Ma se si fa un'attenta riflessione, si potrà notare che le differenze sono notevoli. Prima di tutto, quando i calciatori si fermano a metà maggio hanno fatto già molti mesi di attività, mentre qui ci siamo fermati a marzo. Nella pausa estiva, poi, i calciatori vanno in vacanza, si fermano, recuperano energie mentali e fisiche. E molti di loro seguono programmi di allenamento che prevedono attività di corsa ordinaria. La preparazione estiva, poi, prevede 5-6 settimane di lavoro. Nel nostro caso, invece, se andrà bene avremo quattro settimane e in più veniamo da un periodo in cui si sta cercando di mantenere una condizione fisica dentro casa, in uno stato di incertezza. Se poi si riprenderà a giocare ogni tre giorni, ci aspetta un lavoro molto importante e non abbiamo moltissimo tempo per farci trovare pronti. Prima si ricomincia, anche in forma individuale, meglio è. Prima di tutto per evitare infortuni, non solo per una questione di performance".

Quale sarebbe la condizione ideale per ricominciare?
"Secondo noi sarebbe rientrando nel nostro centro sportivo, dove abbiamo le condizioni ideali per mantenere gli standard di sicurezza. A Trigoria abbiamo strutture molto ampie progettate quando la società ha ristrutturato la sede, nelle quali si possono rispettare le distanze di sicurezza. Ci sono tre campi in erba, uno sintetico. La nostra area medica ha predisposto dei protocolli che ci permetterebbero di riprendere l'attività individuale in grandissima sicurezza".

Perché ha più senso allenarsi a Trigoria e non all'aperto in un parco?
"Per diversi fattori. Pensate a quante persone ci sono in giro. Chiunque potrebbe avvicinarsi al calciatore, anche per solo per un saluto. Questo porterebbe al rischio di contagio per i cittadini e per i giocatori. La fonte di pericolo è molto importante e mettere un personaggio pubblico in un parco aumenterebbe la difficoltà nel rispettare il distanziamento sociale. Ci vorrebbero le forze dell'ordine a mantenere la sicurezza e a evitare l'avvicinamento tra i singoli, ma in un periodo così non mi sembra il caso di sovraccaricarle anche con questo compito. Senza parlare dell'aspetto legato agli infortuni, perché un parco ha buche e terreni asfaltati".

Come si potrebbe rispettare il distanziamento sociale tra calciatori nel centro sportivo?
"Potremmo accogliere i calciatori in gruppi, abbiamo tre campi di allenamento in erba naturale e questo vorrebbe dire avere sullo stesso terreno di gioco massimo tre giocatori per volta, tenendoli a distanza. Ognuno ha la sua camera e potrebbe farsi la doccia lì. In più, la nostra è una struttura chiusa e controllata, dove l'accesso sarà consentito solo ai pochi calciatori e al personale che deve lavorare in quel momento, senza creare situazioni ambigue".

Con questi metodi il calcio può riprendere in sicurezza?
"Non conosco le realtà di tutti i club, ma penso che con un po' di organizzazione si possa cercare di avere una situazione controllata a livello di allenamento individuale. È meglio fare attività dentro il centro sportivo, dalla Serie A alla Serie C. È bene sfruttare le proprie strutture, per poter controllare gli accessi e dividere in gruppi le persone, mantenendo la sicurezza di tutti".
COMMENTI
Area Utente
Login

Allenamento - News

 
 <<    <      1   2   3   4   5   6       >   >> 
 
 Sab. 13 giu 2020 
Sampdoria, Ranieri: "La partita con la Roma ci sveglierà subito"
Claudio Ranieri, ex allenatore della Roma attualmente sulla panchina della Sampdoria,...
Roma sulle spalle: Dzeko è pronto
Tra i calciatori che scalpitano in vista della ripresa del campionato va sicuramente...
 Ven. 12 giu 2020 
Mirante, l'amuleto della Roma ancora una volta titolare. E ricomincia contro Ranieri
L’infortunio di Pau Lopez lo proietta in campo dal 1’: ritrova il tecnico che gli diede fiducia un anno fa. E con lui i giallorossi non hanno mai perso nelle ultime 12 gare
TRIGORIA 12/06 - Seduta individuale per Zaniolo. Visita per Pau Lopez
Nicolò Zaniolo ha svolto una seduta individuale a Trigoria dopo l'intervento al...
 Mer. 10 giu 2020 
Pau Lopez: "Speriamo che queste ultime dodici partite ci portino al risultato che vogliamo ottenere"
"Sono arrivato a Roma senza sapere una parola in italiano"
 Mar. 09 giu 2020 
Petrachi: "Fonseca capace, ma deve capire la A. E se servono confronti forti..."
"Voglio creare una Roma più forte. L’obiettivo è trattenere Smalling, Mkhitaryan e Zaniolo”
 Lun. 08 giu 2020 
Petrachi: "Poca cattiveria negli ultimi allenamenti". Domani il futuro di Zaniolo
Il direttore sportivo giallorosso domani spiegherà quanto la crisi economica e la cessione societaria potranno influire sulle scelte future di mercato
 Mar. 02 giu 2020 
#BLACKLIVESMATTER, anche la Roma si inginocchia
La Roma come il Liverpool e il Chelsea. Prima dell'allenamento di oggi al centro...
La Roma inizia a fare sul serio: partita di un'ora sotto gli occhi di Fonseca. Out Perotti
A tre settimane dalla ripresa del campionato, il tecnico intensifica il lavoro. Osservati speciali Pastore, Diawara e Zappacosta
Messo a punto lo sprint finale. Fonseca cambia orari e dieta
Adesso che si conosce con certezza il giorno della ripresa del campionato (la Roma...
Nainggolan cuore giallorosso
Sono passati quasi due an­ni dal suo addio alla Roma, ma Radja Nainggolan ha sempre...
 Lun. 01 giu 2020 
TRIGORIA 01/06 - Aumentata l'intensità degli allenamenti. Perotti torna in gruppo
In attesa di sapere quale sarà il calendario della squadra, alla ripartenza della...
 Sab. 30 mag 2020 
Partenza sprint, si lavora con il modello Shakhtar
Per la Roma si concluderà con l'allenamento di oggi la seconda fase della preparazione,...
Ispettori federali visitano Trigoria
Ad assistere alla penultima seduta di allenamento della settimana della Roma c'erano...
 Gio. 28 mag 2020 
Ancora tamponi a Trigoria. E poi allenamenti... a due modalità
Fonseca (senza Zaniolo, Perotti e Pau Lopez) cerca di alternare sedute dure e intense ad altre più rilassanti, necessarie per allentare lo stress
Bologna, tampone negativo: nessuna quarantena
Il componente dello staff non ha il Coronavirus, non sarà necessario alcun ritiro blindato
 Mar. 26 mag 2020 
Roma in gruppo per la Champions
Il pallone, i contatti, la partitella, la tattica e i gol: 75 giorni dopo dall'ultimo...
Coronavirus, il virologo Rebuzzi: "Per gli atleti colpiti allenamento solo dopo test al cuore"
«Questo virus può dare problemi a livello dell'endotelio delle coronarie, può causare...
 Lun. 25 mag 2020 
TRIGORIA 25/05 - Allenamento collettivo: provata la difesa a 3. Out Pau Lopez, Perotti e Zaniolo
ALLENAMENTO ROMA - Torello, focus atletico e tecnico:
 Dom. 24 mag 2020 
La Roma frena, la Champions può attendere
Squadra in campo a Trigoria, Fonseca opta ancora per un lavoro individuale
 Sab. 23 mag 2020 
Veretout: "Strano vedere gli stadi vuoti, non scendiamo in campo per giocare tra di noi"
"Stagione da completare per intero, i playoff un'ipotesi"
 Mar. 19 mag 2020 
Totti: "Sarei stato un buon elemento nella Roma ancora oggi. Giocatori come Messi, Ronaldo e io..."
"Giocatori come Messi, Ronaldo e io hanno il diritto di decidere quando smettere"
 Dom. 17 mag 2020 
Roma e Lazio restano in attesa
I calciatori hanno seguito le norme previste e svolto il tampone, risultato negativo
 Sab. 16 mag 2020 
Roma, senza certezze niente rischi per la salute
Dzeko e compagni temono che un nuovo stop vanifichi tutti gli sforzi
 Gio. 14 mag 2020 
Niente ritiro a Trigoria. La Roma e gli altri club ribelli
Niente ritiro da lunedì. La Roma e altri club di Serie A ( per ora si parla di Inter,...
Kluivert: "Quando i tifosi vogliono fare una foto con te capisci che sei sulla giusta strada"
"Mi godo ogni istante qui e voglio rimanere a lungo"
Juan Jesus: "Quando mi ha chiamato la Roma non ci ho pensato due volte. Vorrei restare tanti anni"
Dai lunghi viaggi per andare ad allenarsi con l'America Mineiro fino al calcio italiano,...
Le partitelle nascoste che la Lazio gioca aggirando i divieti
Partitella tre contro tre, una per ogni turno di allenamento. A Formello la Lazio...
 Mer. 13 mag 2020 
Primo infortunato in A, frattura polso per Pau Lopez
Incidente in allenamento per portiere Roma, 3 settimane stop
 
 <<    <      1   2   3   4   5   6       >   >>