Abraham, che beffa: segna il gol vittoria dei Villans e si (ri)fa male alla spalla

Nel pazzo 4-3 con cui l’Aston Villa ha piegato il Sunderland, il protagonista è stato ancora Tammy Abraham: ingresso dalla panchina, zampata da numero nove puro su assist di Lucas Digne e tre punti pesantissimi per la corsa Champions. Poi, però, il solito spavento fisico che riporta indietro nel tempo

Jacopo Mandò -
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Abraham
Abraham con il dolore alla spalla dopo il gol: cosa è successo in Aston Villa-Sunderland – Romaforever.it

A Villa Park è successo di tutto, ma il fotogramma che resta è quello del 94’: Digne mette un pallone perfetto in area e Abraham, da vero attaccante d’area, legge l’azione un attimo prima degli altri e tocca in rete il gol del 4-3. Una giocata da centravanti puro, arrivata dopo la clamorosa rimonta subita dall’Aston Villa, raggiunto sul 3-3 dal Sunderland in appena 58 secondi. Per la squadra di Unai Emery è una vittoria pesantissima nella corsa europea; per l’ex Roma, un’altra firma da giocatore che sa ancora spostare le partite. Dopo il match, lo stesso inglese ha spiegato di essersi ispirato a Watkins, dicendo di essersi fatto trovare “nel posto giusto al momento giusto”.

Un gol da numero nove

La bellezza dell’azione sta tutta nel tempo dell’inserimento. Abraham non forza la giocata, non anticipa il cross: aspetta, legge, attacca lo spazio e chiude l’azione con quella naturalezza che appartiene agli attaccanti veri. In una partita già folle, il suo ingresso ha avuto un peso enorme.

La spalla e i ricordi della Roma

Il problema è che, subito dopo la giocata decisiva, si è riacceso il tema della spalla, un allarme che accompagna Abraham da anni. Nel settembre 2022, con la maglia della Roma, uscì dolorante dopo Udinese-Roma 4-0 per un trauma contusivo alla spalla sinistra. Nell’aprile 2023, contro il Feyenoord in Europa League, rimediò invece una lussazione alla spalla destra. E nell’ottobre 2024, al Milan, si fermò ancora contro l’Udinese per un nuovo trauma alla spalla destra. Stavolta il primo spavento sembra meno pesante, ma il tema resta delicato: quando si parla di Tammy, ormai, il gol e la spalla finiscono troppo spesso nella stessa storia.