Nuovo stop a Pietralata: lo stadio della Roma finisce di nuovo in stand-by

Il TAR blocca i lavori: congelato il progetto, cresce l’incertezza.

Melissa Landolina -
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Si complica ancora il percorso per il nuovo stadio della Roma a Pietralata. Il TAR del Lazio ha disposto la sospensione immediata dell’abbattimento degli alberi e delle attività esplorative nell’area destinata all’impianto, congelando di fatto il cantiere fino al 13 maggio.

Il provvedimento, firmato dal presidente della prima sezione Roberto Politi, accoglie l’istanza cautelare presentata dai comitati locali. Al centro della contestazione il nulla osta rilasciato dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, che autorizzava il taglio di 26 alberi per consentire i sondaggi di archeologia preventiva.

Secondo i giudici, le ragioni dei ricorrenti meritano attenzione, soprattutto per il rischio di un danno ambientale “irreparabile” e per la possibile compromissione dell’habitat naturale.

Nuovo fronte per i Friedkin

La decisione del TAR non riguarda solo il taglio degli alberi, ma rischia di avere un impatto più ampio sull’intero iter. Il blocco dei sondaggi archeologici rallenta inevitabilmente la presentazione del progetto definitivo, allungando i tempi tecnici.

Un vero e proprio cortocircuito procedurale che complica la tabella di marcia.

Per Dan Friedkin e Ryan Friedkin si apre così un ulteriore fronte critico, in un momento già delicato per le tensioni interne a Trigoria.

Il progetto dello stadio rappresenta infatti un asset strategico per la crescita del club e per l’aumento del suo valore aziendale.

Ora la palla passa al Campidoglio, chiamato a difendere la validità delle autorizzazioni nella camera di consiglio del 13 maggio.

Un eventuale prolungamento dello stop potrebbe avere ripercussioni non solo tecniche, ma anche politiche e finanziarie.

Il blocco non rappresenta uno stop definitivo all’opera, ma segna un nuovo rallentamento in un percorso già complesso.

E mentre il campo chiede risposte immediate, anche fuori dal rettangolo di gioco la Roma si trova a fare i conti con ostacoli tutt’altro che secondari.