Scamacca-Roma “mission impossible”: l’attaccante rinnova con l’Atalanta

L’ex Sassuolo e Genoa ha rinnovato con la Dea fino al 2028

Jacopo Pagliara -
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Gianluca Scamacca
Gianluca Scamacca (foto corrieredellosport.it)

Riportare Gianluca Scamacca nella Capitale si preannuncia un’impresa tutt’altro che agevole per la Roma, le cui ambizioni di mercato si scontrano ora con un muro nerazzurro difficilmente valicabile. Nelle ultime settimane, il nome del centravanti romano era circolato con insistenza in ottica giallorossa: un ritorno a Trigoria che avrebbe garantito non solo un innesto di spessore in attacco, ma che si sarebbe rivelato strategicamente perfetto per agevolare la compilazione delle liste UEFA, considerando il prezioso triennio (2012-2015) trascorso dal giocatore nel settore giovanile romanista.

Tuttavia, le possibilità di intavolare una trattativa fluida e concreta si sono bruscamente ridotte. Per sperare di convincere l’Atalanta a privarsi del proprio terminale offensivo durante questa finestra estiva, i vertici di Trigoria dovrebbero mettere sul piatto una proposta economica letteralmente fuori mercato.

Scamacca rinnova con l’Atalanta fino al 2028

Secondo quanto riportato dal portale TuttoMercatoWeb.com, la Dea, infatti, non ha alcuna intenzione di fare sconti e ritiene il giocatore un pilastro incedibile. A blindare ulteriormente l’attaccante ci ha pensato la stessa società orobica, che ha già esercitato l’opzione per il prolungamento automatico del contratto: l’accordo, inizialmente in scadenza a giugno 2027, è stato così esteso ufficialmente fino al 2028.

Gianluca Scamacca
Gianluca Scamacca (RomaForever.it)

Un segnale di totale stima che trascende le evoluzioni in panchina. Sebbene la guida tecnica bergamasca abbia visto susseguirsi vari allenatori negli ultimi  2 anni, in attesa dell’insediamento di Maurizio Sarri per la prossima stagione, lo status di Scamacca è rimasto incrollabile. Forte delle 14 reti siglate nell’annata appena andata in archivio, l’attaccante resta un punto fermo intoccabile, allontanando – salvo clamorosi rilanci – le sirene capitoline.