|VIDEO| Calafiori: “In Italia ho dei conti in sospeso: si chiamano Roma”

Il difensore centrale dell’Arsenal è tornato a parlare di Roma e di un suo possibile ritorno

Jacopo Pagliara -
Tempo di lettura: 2 minuti
Riccardo Calafiori
Riccardo Calafiori (foto asroma.com)

Un difensore completo, un romanista vero, forse, anzi sicuramente lasciato andare via troppo presto: Riccardo Calafiori. 24 anni, neo campione d’Inghilterra con il suo Arsenal e una sfavillante carriera davanti, eppure lui la Roma ce l’ha sempre in testa. “Ho dei conti in sospeso” ha affermato nel corso di un’intervista rilasciata esclusiva a  Cronache di Spogliatoio. Quel che lasciano queste parole sono un mix tra rimpianto e speranza… speranza di poter forse riabbracciare un giorno un ragazzo che la Roma ce l’ha cucita addosso.

Nel corso della chiacchierata non sono mancati gli inevitabili riferimenti alla recente Premier League vinta e alla mancata qualificazione ai Mondiali. Ecco un estratto delle sue parole.

Le dichiarazioni di Calafiori

Parlando della finale di Champions, Riccardo Calafiori racconta così le sue sensazioni:
Avrò l’occasione di portare in alto la nostra bandiera e provare a vincere il trofeo, nell’anno in cui non ci siamo qualificati ai Mondiali. Le finali di Champions le giocavo alla Playstation con il mio migliore amico, Nicolò Cesaroni, che sarà allo stadio a vedermi. Per ora la vivo con molta serenità. Poi vedremo quando salirò sull’aereo. Opportunità simili possono capitare una sola volta nella vita, vanno sfruttate. Se stiamo preparando qualcosa di speciale, non si può dire. In una gara secca tutto è possibile. Loro hanno vinto la coppa lo scorso anno, forse avremo più voglia di loro”.

Ripensando invece alla delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali, il difensore ammette:
Non penso che li guarderò, sarebbe troppo doloroso. La mancata qualificazione è stata difficile da affrontare. Giocare così spesso con l’Arsenal mi ha aiutato a non pensarci troppo, ma all’inizio è stato complicato. Per come era cominciata, con la Bosnia potevamo ben sperare. Siamo andati in vantaggio su un campo difficile, la squadra mi piaceva, poi abbiamo preso gol all’ottantesimo. Forse è l’unica partita che non ho rivisto. Era da vincere e basta. Spero che quell’esperienza possa aiutarci, anche se non so ancora come”.

Calafiori ha poi parlato anche di Gennaro Gattuso e del rapporto che li lega:
Da romanista, mi spiace per dove è andato ad allenare, ma sono contento per lui. È stato la prima persona che ho sentito la mattina dopo avere vinto la Premier. Mi è stato vicino in un momento difficile, gli sono grato“.

Infine, guardando al futuro e a un possibile ritorno in Italia, soprattutto alla Roma, spiega:
“Non adesso. Uno dei motivi per cui sono venuto a giocare in Inghilterra è che pochi italiani hanno fatto carriera qui. Ma come si sta in Italia non si sta da nessuna parte. E lì ho dei conti in sospeso: la Roma. Ero piccolo, ho giocato pochissime partite. Mi piacerebbe tornare nella mia squadra del cuore“.