Roma, il Mondiale complica l’estate: sei giallorossi rischiano di saltare il raduno

Tra Brasile, Francia, Marocco, Costa d’Avorio, Turchia e Olanda, diversi uomini di Gasperini potrebbero arrivare più tardi a Trigoria

Jacopo Mandò -
Tempo di lettura: < 1 minuto
El Aynaoui
El Aynaoui con il Marocco: la lista dei giallorossi destinati al Mondiale – Romaforever.it

La nuova Roma di Gian Piero Gasperini ripartirà il 13 luglio a Trigoria, poi il gruppo volerà all’estero per il ritiro, con Germania e Olanda tra le ipotesi più calde. Ma il calendario estivo avrà una variabile pesante: il Mondiale 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio. Questo significa che i giallorossi impegnati con le rispettive Nazionali non potranno partecipare fin da subito alla preparazione, soprattutto se andranno avanti nella competizione.

I romanisti verso il Mondiale

Secondo le ricostruzioni aggiornate, la Roma dovrebbe portare sei giocatori al Mondiale: Wesley con il Brasile, Manu Koné con la Francia, Zeki Çelik con la Turchia, Evan Ndicka con la Costa d’Avorio, Neil El Aynaoui con il Maroccoe Donyell Malen con l’Olanda. Alcuni hanno già ricevuto la chiamata:

Wesley nella lista del Brasile, Koné in quella della Francia, Ndicka tra i convocati della Costa d’Avorio e El Aynaoui convocato dal Marocco. Di conseguenza, Çelik e Malen fanno parte del gruppo dei giallorossi destinati al torneo.

La lista

WesleyBrasile
Manu KonéFrancia
Zeki ÇelikTurchia
Evan NdickaCosta d’Avorio
Neil El AynaouiMarocco
Donyell MalenOlanda

Gasperini, preparazione a due velocità

Il tema non è banale. Gasperini dovrà cominciare il lavoro con una rosa inevitabilmente incompleta, gestendo carichi, rientri graduali e ferie post-Mondiale. Il caso più delicato riguarda Ndicka, segnalato tra i convocati ma anche alle prese con condizioni fisiche da monitorare. Fuori dal quadro mondiale, invece, diversi nomi pesanti: Dybala non è nella lista dell’Argentina, Soulé resta una possibilità complicata, mentre non ci saranno, chiaramente, azzurri romanisti. Per la Roma sarà il primo vero effetto collaterale della nuova dimensione: tornare in Champions significa avere più campioni, ma anche un’estate molto meno lineare.