Aldair: “Verona? Come una finale. Dybala va tenuto”

Le parole dell’ex difensore centrale giallorosso

Jacopo Pagliara -
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Aldair (RomaForever.it)

L’edizione di oggi de La Repubblica ha pubblicato un’interessante intervista al grande Aldair, l’indimenticato “Pluto” della retroguardia romanista. L’ex difensore brasiliano, uno dei protagonisti assoluti dello storico scudetto conquistato dai giallorossi nella stagione 2000/2001, ha offerto il suo autorevole punto di vista sull’attualità.

Al centro delle sue dichiarazioni c’è, ovviamente, l’attesa partita che vedrà la Roma scendere in campo questa sera contro l’Hellas Verona. Tuttavia, l’ex campione non si è limitato ad analizzare esclusivamente il match contro la formazione veneta, ma ha spaziato affrontando anche altre dinamiche. Di seguito vi proponiamo un estratto dei passaggi più significativi della sua analisi.

Le dichiarazioni di Pluto Aldair

Parlando dell’imminente e decisiva sfida con il Verona per un posto in Champions, l’ex difensore non usa mezzi termini: «È la partita dell’anno, come una finale».

Soffermandosi poi su ciò che scatta nella mente dei calciatori alla vigilia di appuntamenti così carichi di tensione, rivela: «C’è chi resta tranquillo, chi non riesce a dormire».

Il discorso si sposta successivamente sul lavoro di Gian Piero Gasperini, verso il quale esprime grande apprezzamento: «Si distingue per il suo calcio. Prima i tifosi erano divisi, ora il tecnico li ha conquistati».

Riguardo alle possibilità che l’allenatore possa essere l’artefice di un nuovo scudetto, Aldair si mostra fiducioso ma realista: «Gasperini è l’uomo giusto, soprattutto per la mentalità. Bisogna seguire le sue idee, ma ha bisogno di altri giocatori importanti».

Un tassello fondamentale per questo progetto rimane Paulo Dybala, blindato dalle parole del brasiliano: «Dybala va tenuto, è il più forte della Roma. Anche quando gioca poco, è decisivo».

Paulo Dybala
Paulo Dybala (foto asroma.com)

Riflettendo invece sulla carenza nel calcio odierno di figure carismatiche e bandiere del suo calibro, l’ex centrale analizza la situazione attuale: «Sì, ma capisco anche quanto sia difficile. Gli adolescenti ricevono subito contratti pluriennali. Serve umiltà, riconoscere quando si hanno davanti compagni più forti».

Quell’umiltà si manifestò perfettamente nel suo storico gesto di cedere la fascia da capitano a un giovane Francesco Totti, un passaggio di consegne ricordato con affetto: «Sì, Francesco un po’ se lo aspettava. Non disse niente, me lo fece capire con lo sguardo».

Infine, ripensando all’enorme peso caricato sulle spalle di quel talento romano, conclude con una battuta: «Gli ho complicato la vita: più responsabilità più interviste, i discorsi con la proprietà».