Al centro del nuovo episodio di “A casa dei campioni” – il format nato dalla collaborazione tra Idealista e la società giallorossa – c’è Diego Perotti, che ha colto l’occasione per parlare nuovamente del suo legame con la Roma. Di seguito l’intervista completa, un viaggio che parte dalle sue radici argentine, passa per la decisione di vivere nel nostro Paese e culmina nei ricordi degli anni passati nella Città Eterna. Queste sono state le sue parole.
Le dichiarazioni di Diego Perotti
Parlando della decisione di vivere nella Capitale e dell’esigenza di trovare ambienti adatti alla propria famiglia, l’ex attaccante ha spiegato: “Quando sono arrivato alla Roma, venivo da Genova, una città più piccola in cui si potevano trovare principalmente degli appartamenti, ma noi volevamo una casa con giardino, già avevamo il primo bimbo e pensavamo di fare il secondo figlio, per noi era fondamentale trovare una casa ampia considerando che abbiamo sempre avuto anche il cane”.
La scelta è ricaduta proprio sul quartiere dell’Axa, come accade per tanti calciatori romanisti, considerata anche la vicinanza con il centro di allenamento. A tal proposito, l’argentino ha aggiunto i motivi che lo hanno spinto a stabilirsi definitivamente in Italia: “La prima casa in cui abbiamo vissuto per 4-5 anni era sempre in zona, a pochi minuti da qua. Eravamo in affitto ma poi, una volta conosciuta meglio la città abbiamo fatto le nostre valutazioni e abbiamo deciso di comprare. Noi purtroppo veniamo da un Paese, l’Argentina, che amiamo tanto e in cui la situazione sta un pochino migliorando, ma è ancora un po’ instabile. Abbiamo due figli di 7 e 10 anni, abbiamo valutato che, per la loro crescita, la qualità di vita che oggi offre l’Europa è superiore”.
Soffermandosi sull’organizzazione degli spazi domestici e sulla progettazione della propria abitazione, ha poi svelato alcune curiosità legate agli anni della sua carriera e alle sue attuali passioni: “Quando giocavo, con mia moglie, abbiamo deciso di dormire in stanze separate, perché sono uno che fa molta fatica a dormire e quando i bambini erano piccoli si svegliavano, ho preferito dormire in un piano tutto, l’ultimo, per me per riposare al meglio. Tutto quello che riguarda gli arredamenti, i mobili, la disposizione delle stanze e come dislocarle sui piani lascio carta bianca a mia molgie. Mi fido del suo gusto. Io mi sto occupando più degli esterni, ci sarà un campo da calcio per giocare con i bambini e anche un campo da padel, perché gioco tutti i giorni”.

Impossibile non toccare l’argomento del rapporto con la tifoseria capitolina, un legame viscerale costruito sull’impegno e sul sacrificio: “Sicuramente Roma è una piazza complicata, particolare, però, io credo che il tifoso romanista sa rendersi conto quando un giocatore dà tutto. Nonostante negli ultimi anni ho avuto infortuni, i tifosi hanno visto in me la voglia, la responsabilità e l’amore per una maglia, perché anche nelle situazioni negative o quando le cose non andavano bene, ho sempre dato il massimo anche quando non stavo al 100%. Anche se purtroppo non siamo riusciti a vincere con le squadre in cui ho giocato a Roma, io qua devo dire che ogni volta che esco per strada il tifoso mi riconosce, per me quello non ha prezzo”.
Riavvolgendo il nastro per individuare i picchi sportivi ed emotivi della sua avventura calcistica all’ombra del Colosseo, Perotti ha le idee molto chiare: “Sicuramente è un orgoglio aver giocato e segnato in una semifinale di Champions League contro il Liverpool ad Anfield Road, anche se purtroppo non è andate come avremmo voluto. L’altro ricordo indimenticabile è legato al gol nel finale di Roma-Genoa, nell’ultima partita di Francesco Totti”.
Infine, ricordando le amicizie più profonde nate all’interno dello spogliatoio e coltivate nel corso degli anni, il pensiero vola subito a un suo storico connazionale: “Con Federico Fazio abbiamo condiviso tanti momenti belli e intensi, non solo a Roma, ma anche a Siviglia. Ricordo che in occasione di un compleanno, mentre stavamo brindando, ci siamo resi conto che erano almeno 10 anni che continuavamo a festeggiare tutti i nostri compleanni insieme, con lui mi sono sempre trovato bene e ho avuto un rapporto speciale”.