Derby, parla il questore Massucci: “La Roma doveva tutelare tutti i tifosi, non solo gli ultras”

Queste le dichiarazioni del Questore di Roma Roberto Massucci

Jacopo Pagliara -
Tempo di lettura: 2 minuti
Il Questore di Roma Roberto Massucci
Il Questore di Roma Roberto Massucci (foto questure.poliziadistato.it))

Il clima di tensione e le recenti polemiche nate attorno alla scelta della data per l’attesissimo derby tra Roma e Lazio non sono passati inosservati. Per fare chiarezza sulla gestione dell’ordine pubblico e tracciare un bilancio definitivo su quanto si è verificato nel corso della turbolenta giornata di ieri, è intervenuto in prima persona il questore di Roma Capitale, Roberto Massucci. Attraverso un’intervista rilasciata sulle pagine del Corriere della Sera, il dirigente ha voluto analizzare a fondo la situazione. Queste le sue parole.

Le dichiarazioni del Questore Massucci

Tracciando un bilancio sull’ordine pubblico a margine del derby capitolino e della finale degli Internazionali di tennis, il questore ha espresso un parere chiaro, mandando un messaggio diretto ai club: «La città ha risposto bene come sempre, ma dalle società ci aspettiamo qualcosa in più. La Roma doveva sostenere le decisioni delle autorità di sicurezza e tutelare tutti i tifosi, non solo gli ultras».

Analizzando poi i motivi per cui la stracittadina fosse considerata un evento ad altissimo rischio per le forze dell’ordine, Massucci ha spiegato le diverse tensioni che animavano i due fronti del tifo: «Il livello di conflittualità era molto elevato. Dal lato Lazio c’era la protesta contro il presidente Lotito e quindi l’esigenza di presidiare un territorio esterno allo stadio, dove non ci sono garanzie come le tecnologie e i meccanismi di separazione. Dall’altro una tifoseria, guella romanista, che presenta situazioni di criticità come quelle viste in passato e che quest’anno ci hanno visto impegnati in un lavoro serrato, soprattutto sul lato Curva Sud».

Curva Sud bandiere
Curva Sud bandiere (RomaForever.it)

Infine, in merito all’opportunità di evitare a monte la concomitanza tra il match e il torneo di tennis, il dirigente ha sottolineato le difficoltà nella gestione del calendario e le pesanti conseguenze delle discussioni scaturite nei giorni precedenti: «È evidente che in fase di pianificazione questi due eventi insieme vadano evitati e che, quando si commettono errori, si possano correggere lavorando insieme. Il buon senso, in questo caso, indicava due possibili strade. La scelta più ovvia era lo spostamento al lunedì della partita di campionato. Questa decisione poi si è portata dietro tutte le polemiche che abbiamo visto, fino a un deterioramento del quadro informativo e del livello di conflittualità tra tifoserie, che ci saremmo ritrovati entrambe in mezzo alla strada, con noi in mezzo. Sarebbe stata una polveriera».