La Roma ha il destino nelle proprie mani, ma l’ultima curva del campionato porta un nome pesante: Verona. I giallorossi andranno al Bentegodi contro l’Hellas per chiudere la corsa Champions League, dentro uno stadio che nella storia della Serie A ha spesso avuto un ruolo da giudice crudele. Il richiamo è inevitabile: il “Fatal Verona”, quello del 20 maggio 1973, quando l’Hellas, già salvo, batté il Milan 5-3 e consegnò lo Scudetto alla Juventus.
Dal Milan al Napoli: quando Verona cambia la storia
Il caso più famoso resta quello del 1973, ma non è l’unico. Il 23 maggio 2021, all’ultima giornata, il Verona fermò il Napoli sull’1-1 al Maradona: gol di Rrahmani, pareggio di Faraoni e azzurri fuori dalla Champions League, con la Juventus qualificata dopo il 4-1 a Bologna.
Il precedente parla direttamente anche alla Roma. Il 14 maggio 2000, il Verona pareggiò 2-2 contro i giallorossi al Bentegodi, con reti romaniste di Tommasi e Montella e risposta scaligera firmata da Adailton e Cammarata. Quel risultato non bastò alla Roma per entrare in Champions: Inter e Parma andarono poi allo spareggio, vinto dai nerazzurri con doppietta di Roberto Baggio.
Una tradizione da non sottovalutare
Anche quando il bersaglio non era la Champions, il Verona ha saputo lasciare il segno. Il 17 giugno 2001 batté il Perugia 2-1 con gol decisivo di Salvetti, agganciando il playout poi vinto contro la Reggina.
Più recente il caso del 25 maggio 2025: Empoli-Verona 1-2, con reti di Serdar e Bradaric, salvezza gialloblù e toscani condannati alla Serie B. La lezione è chiara: il Verona, all’ultima giornata, raramente è una squadra qualsiasi. Per la Roma non basterà essere favorita, né arrivare con entusiasmo dopo il derby. Servirà una partita adulta, feroce, senza calcoli. Perché al Bentegodi, la storia insegna, qualcuno rischia sempre di lasciarci qualcosa.