A poche ore da Italia-Irlanda del Nord, in programma oggi 26 marzo alle 20:45 a Bergamo, anche Christian Vieri ha scelto di scoprirsi. Intervistato dal Corriere della Sera e rilanciato da più testate, l’ex centravanti azzurro ha detto di essere ottimista sulla qualificazione al Mondiale 2026: “Sono ottimista: l’Italia andrà al Mondiale”. Una frase che pesa, perché arriva in un momento in cui gli azzurri si giocano tutto in un playoff secco: in caso di vittoria, il 31 marzo ci sarà la finale contro la vincente di Galles-Bosnia.
Il messaggio di Vieri
Il punto più interessante, però, è il passaggio su Francesco Pio Esposito, convocato da Gattuso per questa sosta. Vieri lo ha definito uno dei pochi ragazzi davvero forti a 20 anni, ma ha aggiunto anche un avvertimento molto netto: “Lasciatelo tranquillo”. È una frase che fotografa bene uno dei problemi storici del calcio italiano secondo l’ex bomber: troppa pressione, troppo rumore, troppe aspettative immediate attorno ai giovani. Non a caso, nel confronto fatto da Vieri, in Spagna un talento come Yamal può sbagliare una partita senza finire travolto, mentre in Italia ogni errore diventa quasi un caso. E allora il suo ragionamento è doppio: fiducia piena nell’Italia, ma protezione totale per chi deve rappresentarne il futuro.
Il vero tema
Dentro queste parole c’è anche un messaggio più largo. L’Italia ha il dovere di andare al Mondiale, ma per tornarci davvero in modo stabile deve imparare a far crescere i suoi talenti senza schiacciarli. Pio Esposito oggi è uno dei simboli di questa contraddizione: convocato, osservato, atteso. Vieri lo ha capito e ha provato a spostare il discorso prima ancora del campo. Come a dire: sì, gli azzurri devono farcela. Ma senza divorarsi da soli i giocatori che dovrebbero portarceli.