“Piede in due scarpe”: la frase di Gasperini che racconta la Roma meglio di mille slogan

Lo zoccolo duro per restare competitivi, i giovani per non ricominciare da zero ogni anno. Ma il punto vero è uno: come fai a crescere senza bruciarti? 

Jacopo Mandò -
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Gasperini a Trigoria
Gasperini a Trigoria: indicazioni in vista di Torino-Roma – Romaforever.it

Gasperini non ha fatto filosofia per riempire la conferenza: ha detto, in sostanza, qual è il bivio permanente della Roma.Stiamo tenendo il piede in due scarpe… c’è uno zoccolo duro competitivo, ma per essere più competitivi dobbiamo migliorare soprattutto davanti”. Dentro quella frase c’è una diagnosi: se vuoi alzare l’asticella, non puoi vivere solo di prospetti. Se vuoi costruire, non puoi comprare e bruciare ogni anno.

Perché a Roma questa strategia è più difficile che altrove

A Bergamo, un giovane può sbagliare due partite e restare nel progetto. A Roma, spesso, ogni errore diventa etichetta. Ecco perché Gasperini mette le mani avanti: “non si può chiedere ai ragazzi di essere subito competitivi contro le formazioni di alta classifica”. La sua idea, quindi, non è “fare i giovani”: è governarli. Cioè creare un contesto dove il talento entra, respira, cresce, senza essere caricato di aspettative da titolare immediato.

Il vero salto: non scegliere tra presente e futuro, ma legarli

Qui la parte originale non è il concetto: è la conseguenza pratica. Se investi su un 2007, devi contemporaneamente proteggere la squadra con giocatori pronti (ed è il senso del discorso su Malen). Se prendi un giocatore pronto, devi anche avere minuti “giusti” per i ragazzi, non minuti “di emergenza”. La Roma, in questo gennaio, sembra fare entrambe le cose. La sfida vera sarà mantenerle coerenti quando arriveranno le settimane pesanti, quelle in cui il risultato ti spinge a scegliere sempre l’usato sicuro.