Delvecchio ai raggi X: “Malen letale, farà 25 gol. Lautaro domina di testa, ma l’olandese ha un tocco in più”

Le dichiarazioni di Marco Delvecchio a La Gazzetta dello Sport

Jacopo Pagliara -
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Marco Delvecchio
Marco Delvecchio (RomaForever.it)

Il big match dell’Olimpico tra Roma e Inter vive anche dell’attesissimo duello a distanza tra i bomber: Donyell Malen e Lautaro Martinez. A mettere sotto la lente d’ingrandimento i due terminali offensivi ci ha pensato un esperto come Marco Delvecchio. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante giallorosso ha analizzato ai raggi X le caratteristiche dei centravanti, sbilanciandosi sui futuri traguardi realizzativi con un pronostico netto a favore del romanista. Se l’argentino si fa preferire nel gioco aereo per astuzia e tempismo perfetto nello stacco, l’olandese ha dalla sua un’incredibile velocità di esecuzione negli ultimi venti metri e una qualità superiore nel primo tocco orientato. Una sfida totale che infiamma l’attesa.

Le parole di Delvecchio

Analizzando il peso specifico dei due centravanti in zona gol, l’ex attaccante giallorosso si sbilancia a favore del nuovo idolo romanista, esaltandone il cinismo e azzardando persino una previsione sul bottino stagionale: Negli ultimi venti metri, oggi, vedo Malen un gradino sopra Lautaro. La differenza sta soprattutto nella velocità con cui riesce a trasformare una situazione favorevole in una vera occasione da gol. Ha tempi di esecuzione cortissimi, legge subito dove può nascere la conclusione e raramente concede al difensore il tempo di rientrare sulla giocata. Se devo sbilanciarmi anche sui numeri a fine stagione, dico 25 gol per Malen e 20 per Lautaro“.

Donyell Malen
Donyell Malen (foto asroma.com)

Il capitano nerazzurro si prende però la rivincita quando la palla si alza da terra. Secondo Delvecchio, infatti, l’argentino domina il duello aereo non per una questione di imponenza fisica, quanto per una suprema intelligenza spaziale e un tempismo perfetto: Nel gioco aereo è più forte Martinez. Non conta soltanto la struttura fisica e non basta essere più alti del proprio marcatore: fanno la differenza il tempo dello stacco, la scelta della posizione e il modo in cui si va ad attaccare la traiettoria. Lautaro queste cose le fa molto bene. Sa prendere posizione prima che arrivi il cross, riesce a liberarsi del difensore con piccoli movimenti e soprattutto va incontro al pallone invece di aspettarlo. In area, spesso, è proprio quel mezzo tempo guadagnato a decidere un duello”.

Spostando infine il confronto sulle doti palla al piede, l’ex bomber torna a premiare l’olandese, individuando in un fondamentale specifico il vero segreto della sua imprevedibilità offensiva: Sul piano tecnico do qualcosa in più a Malen soprattuto per la qualità qualità del primo controllo. È una caratteristica che mi colpisce molto: raramente riceve il pallone in maniera neutra. Il primo tocco è quasi sempre già orientato per uscire dalla pressione, spostare l’avversario o aprirsi una linea di gioco diversa. Riesce a portarsi il pallone da una parte o dall’altra senza spezzare il ritmo dell’azione e questo, soprattutto negli ultimi metri, gli permette di guadagnare quel tempo che spesso fa la differenza”.