Nainggolan attacca la FIFA: “Questo non è più calcio”. Poi difende il Belgio e promuove il nuovo Mondiale

Radja Nainggolan critica la gestione FIFA del Mondiale 2026 dopo il caso Balogun, difende il Belgio e sorprende sul format a 48 squadre.

Melissa Landolina -
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Radja Nainggolan torna a far parlare di sé e lo fa commentando uno dei temi più discussi del Mondiale 2026. L’ex centrocampista della Roma, intervistato da Repubblica, ha espresso tutto il proprio disappunto per la gestione del caso Folarin Balogun, attaccando apertamente la FIFA e alcune delle decisioni prese durante la competizione.

Il “Ninja”, da sempre diretto e senza filtri, non ha nascosto il proprio malcontento, pur trovando anche aspetti positivi in un torneo che continua a far discutere.

Nainggolan contro la FIFA: “Il calcio è diventato una questione di soldi”

Al centro delle polemiche c’è la decisione che ha consentito a Balogun di essere disponibile per la sfida tra Stati Uniti e Belgio nonostante l’espulsione rimediata contro la Bosnia.

Una scelta che non è andata giù all’ex numero 4 giallorosso.

“Questo non è più calcio. A Ronaldo hanno tolto le prime due giornate di squalifica per farlo esordire al Mondiale, a Balogun è stata revocata la squalifica. E anche gli hydration break non hanno senso. Il calcio si è trasformato soltanto in una questione di soldi”, ha dichiarato Nainggolan.

Parole forti che fotografano il pensiero dell’ex romanista sulla direzione intrapresa dal calcio internazionale.

Nonostante la polemica, Nainggolan ha invitato la nazionale belga a non lasciarsi distrarre dalle discussioni extra-campo.

L’ex centrocampista giallorosso ha voluto mandare un messaggio chiaro ai Diavoli Rossi in vista della sfida contro gli Stati Uniti.

“I giocatori del Belgio non devono distrarsi con la vicenda Balogun. Di queste cose devono occuparsi tifosi e federazione. Loro devono pensare soltanto alla partita”, ha spiegato.

Una posizione che conferma la fiducia dell’ex romanista nelle qualità della nazionale belga, considerata ancora favorita sulla carta.

La risposta su Trump

Nainggolan ha commentato anche le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva accolto con soddisfazione la decisione favorevole a Balogun.

L’ex giallorosso ha però evitato qualsiasi polemica politica.

“Non lo critico. È una reazione da tifoso. Se fossi stato al suo posto probabilmente avrei esultato anch’io. Il problema non è lui, ma chi stabilisce le regole”, ha spiegato.

Al di là delle polemiche, Nainggolan ha ammesso di essersi ricreduto su alcuni aspetti del Mondiale 2026.

In particolare, l’ex centrocampista della Roma ha promosso il format allargato a 48 squadre, che inizialmente non lo convinceva.

“All’inizio ero contrario al torneo a 48 nazionali, ma devo ammettere che mi sono ricreduto”, ha confessato.

Tra le squadre che hanno maggiormente impressionato Nainggolan ci sono alcune delle principali sorprese della competizione.

L’ex romanista ha elogiato in particolare il percorso di Capo Verde e Curaçao, ma anche le prestazioni offerte da Canada e Colombia.

Inoltre ha apprezzato il maggior tempo effettivo di gioco e la riduzione delle perdite di tempo, aspetti che a suo giudizio stanno contribuendo a rendere il torneo più spettacolare.

Come ai tempi della Roma, Nainggolan continua a distinguersi per la sua schiettezza.

Anche questa volta l’ex centrocampista giallorosso non ha avuto paura di esprimere la propria opinione, dividendo inevitabilmente il dibattito tra chi condivide le sue critiche alla FIFA e chi invece difende le scelte dell’organizzazione.

Una cosa, però, non cambia: quando parla il Ninja, difficilmente passa inosservato.