Falcao: “I tifosi della Roma sono unici. Il gol di Turone? Il più grande scandalo della mia carriera”

Paulo Roberto Falcao racconta il suo legame con la Roma, il ricordo dello Scudetto del 1983, il gol di Turone e la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool.

Melissa Landolina -
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Paulo Roberto Falcao torna a parlare della Roma e lo fa ripercorrendo alcuni dei momenti più iconici della sua avventura in giallorosso. Intervenuto in una lunga intervista disponibile su Rai Play, il “Divino” ha raccontato il rapporto speciale con la tifoseria romanista, lo Scudetto del 1983, il celebre gol annullato a Maurizio Turone e la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Liverpool.

Parole che confermano ancora una volta il profondo legame tra il brasiliano e il popolo giallorosso, a oltre quarant’anni dalle sue imprese nella Capitale.

Falcao e l’amore per i tifosi della Roma

Tra i ricordi più vivi dell’ex numero 5 romanista c’è l’affetto ricevuto dai tifosi sin dal suo arrivo in Italia.

Falcao ha ricordato l’accoglienza ricevuta a Roma e il clima che accompagnò la conquista dello storico Scudetto del 1983, il primo dopo quarantuno anni di attesa.

“I tifosi sono la cosa principale in una squadra”, ha spiegato il brasiliano, ricordando come il seguito romanista fosse cresciuto enormemente nel corso di quella stagione fino a riempire interi settori anche nelle trasferte.

Per il Divino, il popolo giallorosso resta ancora oggi qualcosa di unico nel panorama calcistico.

Falcao ha raccontato come il suo contributo sia stato soprattutto mentale, all’interno dello spogliatoio.

L’obiettivo era trasmettere la convinzione che la Roma potesse competere e vincere contro chiunque, sia all’Olimpico che lontano dalla Capitale.

Una mentalità che contribuì a trasformare una squadra forte in una squadra vincente, capace di riportare il tricolore sulle maglie giallorosse dopo oltre quattro decenni.

Il gol di Turone resta una ferita aperta

Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è inevitabilmente il riferimento al celebre gol annullato a Maurizio Turone nello scontro diretto contro la Juventus del campionato 1980/81.

Per Falcao non ci sono dubbi.

“È stato lo scandalo più grande del calcio italiano”, ha dichiarato il brasiliano, convinto che quella Roma avrebbe meritato di conquistare anche quel campionato.

Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva dei tifosi romanisti e di una generazione che vide sfumare uno Scudetto destinato a restare nella storia.

Falcao è tornato anche sulla notte dell’Olimpico del 30 maggio 1984, quando la Roma sfiorò la conquista della Coppa dei Campioni contro il Liverpool.

Il brasiliano ha ricordato di aver giocato quella partita in condizioni fisiche non ottimali, convivendo con problemi al ginocchio e con il dolore anche durante i tempi supplementari.

Un dettaglio che ha inevitabilmente influenzato anche la sua scelta durante la lotteria dei rigori.

Perché non tirò il rigore contro il Liverpool

Uno dei temi più discussi della storia romanista riguarda proprio la mancata presenza di Falcao tra i rigoristi nella finale europea.

L’ex centrocampista ha spiegato che la decisione non fu dettata dalla paura o dalla pressione, ma da una precisa situazione legata alle condizioni fisiche e a una particolare scelta concordata con Nils Liedholm.

Il tecnico svedese aveva previsto che Falcao battesse il quinto rigore, proprio come era accaduto pochi giorni prima nella finale di Coppa Italia contro il Torino.

Quel quinto penalty, però, non arrivò mai perché il Liverpool chiuse la serie prima.

A distanza di decenni, le parole di Falcao continuano a emozionare il mondo romanista.

Lo Scudetto del 1983, la finale di Coppa dei Campioni, il gol di Turone e il rapporto speciale con la tifoseria rappresentano capitoli indelebili della storia della Roma.

E il Divino, ancora oggi, resta una delle figure più amate e rispettate di sempre dal popolo giallorosso.