Mile Svilar non giocherà il Mondiale 2026, ma il suo nome resta comunque tra quelli più pesanti della vigilia. Sky Sportlo ha inserito nella Top XI dei grandi assenti o non convocati della competizione, schierandolo in porta in una formazione piena di stelle come Alexander-Arnold, Camavinga, Szoboszlai, Foden, Palmer, Kvaratskhelia e Osimhen. Un riconoscimento indiretto al valore del portiere della Roma, ma anche il simbolo di una situazione paradossale.
Il caso nazionale
La Serbia non si è qualificata al Mondiale e questo basterebbe già a spiegare l’assenza di Svilar. In realtà, però, il quadro è più complesso. Il portiere giallorosso, nato in Belgio da famiglia serba, aveva giocato una sola partita con la nazionale maggiore serba nel 2021, in amichevole contro il Qatar.
Quella presenza, secondo il regolamento, ha bloccato il cambio di federazione. Svilar vorrebbe rappresentare il Belgio, Paese in cui è cresciuto calcisticamente, ma al momento la situazione resta ferma. I legali del giocatore stanno lavorando per provare a sbloccare il caso, ma il Mondiale inizierà senza di lui.
Roma, valore confermato
Per la Roma, la presenza di Svilar in una Top XI del genere è anche una conferma tecnica. Il portiere è ormai considerato uno dei migliori interpreti del ruolo in Serie A e uno dei punti fermi del progetto giallorosso.
L’assenza dal Mondiale non dipende dal rendimento, ma da un intreccio burocratico e sportivo difficile da sciogliere. E proprio per questo pesa ancora di più: Svilar resta fuori dalla vetrina più grande, ma la sua stagione e la sua crescita continuano a parlare per lui. A Trigoria lo sanno bene: la Roma ha in porta un patrimonio vero.