L’Olimpico si tinge di giallorosso grazie al suo uomo più rappresentativo. Con una clamorosa e indimenticabile doppietta, Gianluca Mancini ha trascinato la Roma al trionfo per 2-0 nel Derby della Capitale contro la Lazio, mandando in visibilio i tifosi. Ma oltre al furore agonistico e all’impresa sul rettangolo verde, le dichiarazioni post-partita del difensore svelano l’anima pulsante di uno spogliatoio profondamente compatto.
Nelle parole del match winner, infatti, non c’è solo l’incredulità e la gioia per un traguardo personale insperato, celebrato con un istintivo abbraccio a bordocampo a Lorenzo Pellegrini, costretto al forfait ma tenuto stretto al cuore della squadra. Emerge prepotente anche il senso di fratellanza verso i compagni, suggellato da un toccante omaggio a Stephan El Shaarawy, esaltato come “ragazzo d’oro” ed esempio di professionalità al culmine di un momento carico di forti emozioni. Il ritratto perfetto di una Roma che ha saputo vincere con gli uomini, prima ancora che con i calciatori.
Le dichiarazioni di Gianluca Mancini
Soffermandosi sul ruolo fondamentale di Stephan El Shaarawy all’interno dello spogliatoio e sul profondo legame umano, oltre che professionale, che li unisce, il difensore ha speso parole cariche di affetto:
“Stephan è un ragazzo d’oro, non lo devo dire io. Ci ho giocato insieme sei anni, è sempre andato a mille, un professionista serio, ieri abbiamo rispettato le sue emozioni dopo che ha dato il suo annuncio sui social. Oggi è entrato molto bene in partita, speravo facesse gol. Ci mancherà, ma sappiamo che il calcio è così. E io gli vorrò sempre un mondo di bene”.

Rispondendo poi con il sorriso alla battuta di capitan Pellegrini sulla dose di lucida follia necessaria per siglare una doppietta in una partita del genere, Mancini ha spiegato il significato di quell’abbraccio a bordocampo
“Sono stati momenti belli, non me lo sarei mai aspettato. Al secondo non ci credevo nemmeno di aver segnato, non sapevo come esultare. E allora sono andato dal mio amico Lorenzo, non ha potuto giocare, c’è una grande amicizia, gli voglio un bene infinito. E sono stato contento di averlo abbracciato”.