Il derby della Capitale resta un caso politico e sportivo. La Lega Serie A ha fissato Roma-Lazio per domenica 17 maggio alle 12.30, in contemporanea con le altre gare decisive per la corsa Champions: Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli. Una scelta difesa dall’amministratore delegato Luigi De Siervo, ma contestata con forza dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha chiesto un intervento del Viminale sul tema dell’ordine pubblico.
Rocca contro De Siervo
La posizione di Rocca è durissima: “L’annuncio di De Siervo sull’orario di gioco del derby mi lascia perplesso, per usare un eufemismo. Questa scelta, oltre a essere poco lungimirante, non tiene in minima considerazione le analisi fatte dagli organi di pubblica sicurezza”. Il presidente della Regione Lazio considera quindi più prudente lo spostamento della partita.
Il passaggio più forte riguarda la richiesta istituzionale: “Più saggio far giocare il derby lunedì. Trovo brutto demonizzare i tifosi per non aver saputo pianificare prima. Mi auguro che il ministro Piantedosi e il prefetto Giannini intervengano per correggere questa superficiale ed egoistica presa di posizione della Lega Calcio”. Parole che trasformano definitivamente Roma-Lazio in un braccio di ferro tra esigenze sportive, calendario, ordine pubblico e gestione della città.
Champions e sicurezza: nodo enorme
La Lega Serie A ha scelto le 12.30 per rispettare la contemporaneità delle squadre in lotta per la Champions, principio centrale nelle ultime giornate di campionato. De Siervo ha spiegato che la soluzione del lunch match dovrebbe tenere insieme sicurezza, finale degli Internazionali d’Italia e regolarità sportiva, escludendo l’ipotesi serale per i rischi legati alla gestione del derby a Roma.
Il problema, però, resta aperto. Per la Roma di Gasperini, il derby vale una fetta enorme di stagione dopo la vittoria folle di Parma. Ma prima ancora delle scelte tecniche, dei duelli e della corsa europea, serve una certezza: quando si giocherà davvero. Ora la palla passa al Viminale.