La Roma ritrova un motivo d’orgoglio anche in chiave nazionale. Matías Soulé è stato inserito da Lionel Scaloni nella lista dei 55 pre-convocati dell’Argentina per il Mondiale 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico. Una chiamata importante per il talento giallorosso, che entra nel primo gruppo scelto dal ct campione del mondo. Fuori invece Paulo Dybala, assenza pesante ma non del tutto sorprendente, considerando il lungo periodo lontano dal campo e il rientro soltanto nelle ultime settimane. La lista finale sarà poi ridotta a 26 giocatori.
Soulé dentro, segnale forte da Scaloni
La presenza di Soulé nella pre-lista argentina conferma la crescita del classe 2003, ormai stabilmente dentro il progetto tecnico della Roma e seguito con attenzione anche dalla Selección. Tra i calciatori di Serie A convocati da Scalonifigurano anche Lautaro Martínez, Santiago Castro, Mateo Pellegrino, Nico Paz e Máximo Perrone: un gruppo che racconta la volontà dell’Argentina di tenere insieme presente e futuro.
Per Soulé si tratta di un passaggio simbolicamente forte. Non è ancora la convocazione definitiva, ma essere dentro i 55 significa avere una possibilità concreta di giocarsi un posto nel gruppo che volerà al Mondiale. E per la Roma, in una stagione segnata da pressioni, corsa Champions e tanti equilibri ancora aperti, è anche una certificazione del valore internazionale del suo talento.
Dybala fuori: il Mondiale si allontana
Fa molto rumore, invece, l’assenza di Dybala. La Joya, reduce da mesi complicati e da un rientro recente dopo lo stop al ginocchio, non è stata inserita da Scaloni nella prima lista. Una scelta che pesa anche emotivamente, perché l’argentino era stato parte del gruppo campione del mondo in Qatar 2022 e resta uno dei giocatori più tecnici della sua generazione.
Il margine per rientrare nella lista finale appare molto stretto, proprio perché la selezione definitiva dovrebbe nascere dal gruppo dei pre-convocati. Ma nel calcio, soprattutto davanti a eventuali problemi fisici o cambiamenti dell’ultimo momento, le porte non si considerano mai chiuse fino all’ufficialità. Per ora, però, il segnale è chiaro: Soulé vede il Mondiale, Dybala deve inseguirlo da fuori.