A Roma si è visto di tutto, ma forse non era così facile immaginare una piazza capace di andare contro Claudio Ranieri, uno dei simboli più amati dell’universo giallorosso. Eppure è quello che sta accadendo in queste ore sui social, dove messaggi come “Lascialo lavorare”, “Fatti da parte” e “Grazie di tutto, ma ora salutiamoci da fratelli” stanno accompagnando la frattura emersa tra il senior advisor e Gasperini. Dopo le parole del prepartita contro il Pisa, il sentimento prevalente tra molti tifosi è chiaro: il tecnico va difeso, mentre la tempistica dell’uscita di Ranieri viene letta come un errore pesante.
La piazza ha scelto Gasperini
Il dato più forte non è solo la critica a Ranieri, ma il fatto che una larga parte del pubblico abbia deciso di dare fiducia proprio a Gasperini. Le reazioni raccolte in queste ore da più testate vanno nella stessa direzione: i tifosi contestano i tempi e i modi con cui si è aperto pubblicamente il caso, mentre chiedono che l’allenatore venga messo nelle condizioni di lavorare senza altre interferenze. In molti, più che il merito delle questioni tecniche, hanno giudicato devastante l’effetto sull’ambiente e sulla corsa al quarto posto. È un cambio di percezione importante, perché trasforma una polemica interna in una presa di posizione popolare.
Più che contro Ranieri, è contro il limbo della Roma
Dietro questa reazione, però, c’è probabilmente qualcosa di ancora più profondo. La contestazione a Ranieri sembra infatti il sintomo di una stanchezza accumulata negli anni: quella di una Roma spesso rimasta sospesa tra ambizione e incompiutezza, con l’unica vera eccezione della Conference League vinta nel 2022. Anche i numeri recenti raccontano una squadra rimasta intrappolata troppo spesso nella zona tra quinto e sesto posto, alimentando l’idea di un club che non riesce mai davvero a compiere il salto definitivo. Per questo il malumore di oggi suona così rumoroso: non è solo contro una frase o contro un uomo, ma contro una sensazione di eterni lavori in corso che una parte del popolo romanista non vuole più accettare.