facebook twitter Feed RSS
Mercoledì - 12 agosto 2020
Mappa Cerca Versión italiana
RomaForever.it
HOME
   
NEWS
   
FORUM
   
SQUADRA
   
CAMPIONATO
   
CHAMPIONS LEAGUE
   
EUROPA LEAGUE
   
COPPA ITALIA
   
 
SHOP
   
AMICHEVOLI
   
CALCIOMERCATO
   
FORMAZIONI
   
PALMARÉS
   
SUPERCOPPA ITALIANA
   
CONTATTACI
   
LAVORO
   
 

RANIERI: "Ogni tifoso si è identificato in De Rossi. Per me Roma rappresenta tutto"

"La Roma ha un futuro, qui ho avuto l'appoggio di tutti. Le parole post-Sassuolo? Meglio non caricare le aspettative"
Mercoledì 22 maggio 2019
L'allenatore della Roma, Claudio Ranieri, ha parlato in un'intervista al sito ufficiale del club. Queste le sue parole:

Mister, a quasi tre mesi dall'inizio di questa esperienza che bilancio si sente di poter fare in vista di Roma-Parma?
"Il bilancio è positivo. Al momento del mio arrivo avevo trovato una situazione di scoramento generale della squadra, i ragazzi erano abbattuti perché speravano di fare meglio. Devo dire che qui a Trigoria ho avuto l'appoggio di tutti. E anche della squadra, perché ha saputo reagire, è stata positiva e vogliosa. Non si arriva con la bacchetta magica. Alla prima partita siamo stati molto fortunati contro l'Empoli, più avanti ci sono state SPAL e Napoli e da lì in poi abbiamo cambiato la strategia tattica. Avevo la necessità di far sentire più sicuri i difensori e piano piano le cose sono migliorate. Questa squadra ha un futuro, perché ci sono dei giovani molto interessanti: sono sicuro che potrà far bene."

Quali sono gli aspetti positivi e quelli che l'hanno delusa?
"Gli aspetti positivi sono proprio legati alla solidità difensiva, che prima mancava. Un aspetto negativo è il gol subito a Genova nei minuti di recupero. Anche se Mirante, poi, ci ha fatto quella parata sul calcio di rigore. Oltre a Sassuolo-Roma, in cui abbiamo creato più occasioni di ogni altra partita senza tuttavia riuscire a segnare. C'è ancora una possibilità remota di entrare in Champions League. Bisognerà fare cinque gol e vedere ai risultati delle altre? E noi ci proveremo. Io sono fatto così, come carattere non mollo mai e devo provarci fino in fondo. Se non ci riusciremo faremo i complimenti agli altri."

Quanto ha inciso la situazione della squadra sul tipo di calcio che ha scelto in queste settimane?
"Quando si arriva in corsa, verso il finale di stagione, tutto è condizionante. Io sono un allenatore che chiede organizzazione ed equilibrio tattico. Tutto questo incide sul mio modo di vedere il calcio. È logico che anche a me piace pressare novanta minuti in avanti e poi ripiegarsi, ma credo sia meglio non tenere troppo palla, perché l'altra squadra si chiude e poi devi trovare il modo di aprire le difese. Anche per questi motivi, cerco sempre di giocare in velocità. So che fare il mio calcio non è facile e per questo sono contento di quello che hanno fatto i miei giocatori."

Ha cambiato spesso il sistema di gioco, a dimostrazione che nella sua idea di calcio non esiste solo un modo di schierare la squadra in campo.
"Io ho iniziato a fare i miei cambiamenti sul sistema di gioco quando allenavo il Cagliari nel 1990. Nel girone di andata eravamo straultimi in classifica e tutti ci davano come retrocessi. All'epoca si giocava con il 3-5-2 e solo il Milan di Sacchi si schierava con il 4-4-2. Io nella seconda parte di campionato cambiai diverse volte tra 4-4-2 e 3-5-2 e mi salvai con una giornata di anticipo. Mi piace cambiare, ma dipende sempre dalla squadra e da quanto si può lavorare con i ragazzi. Ho preso in mano una squadra esperta, che sapeva già il fatto suo. Se noi lottiamo fino all'ultima giornata è perché prima è stato fatto bene. Che poi non sia stato tutto così fruttifero ci sta, fa parte delle annate. Il mondo del calcio è così."

Qual è partita che le lascia il ricordo migliore?
"Forse quella contro la Juventus, è stata molto bella. È vero che Mirante ha fatto tre capolavori, ma un portiere è lì anche per quello: l'anno scorso quanti ne ha fatti Alisson? Siamo stati bravi ad approfittarne al momento giusto e siamo riusciti a vincere la partita, regalando una bella soddisfazione ai nostri tifosi presenti allo Stadio Olimpico."

Qual è il calciatore da cui ha avuto maggiori soddisfazioni in termini di crescita?
"Io credo che Fazio e Nzonzi abbiano fatto vedere le loro capacità. Federico lo conoscevamo già. Steven non aveva incontrato i favori del pubblico. Io lo avevo già cercato al Leicester, una volta partito Kanté volevamo prenderlo. Forse sapere che già lo stimavo gli ha dato quel quid in più per far vedere di che pasta è fatto. Gioca sempre a due tocchi e riesce a recuperare delle palle incredibili come una piovra. Certo, nel calcio italiano deve migliorare nella verticalizzazione, lui invece rischia di meno e gioca sempre per il compagno. Mi sembra di rivedere Thiago Motta all'Inter, non perde mai la bussola, è sempre calmo e a disposizione della squadra. Credo che la Roma con lui abbia fatto un ottimo acquisto."

È Genoa-Roma la partita che le lascia più rimpianti per come sono andate le cose?
"Sì. Non era facile vincere e avevamo trovato il varco giusto per far gol. Prendere il pareggio su palla inattiva considerate le caratteristiche della nostra difesa mi è dispiaciuto molto. Ci avrebbe proiettati all'Olimpico contro la Juventus con un tifo ancora più appassionato. E poi con due punti avremmo avuto più possibilità di entrare in Champions League."

Cosa si sente di dire in vista di una partita che rischia di non poter permettere alla squadra di raggiungere quell'obiettivo?
"Questa squadra ha lottato per cercare di entrare in Champions League. Come ho già detto, ci sono delle annate positive e negative. È come in agricoltura: il contadino può fare sempre lo stesso lavoro, ma ci sono annate in cui il vino è meraviglioso e annate in cui esce diverso da come lo si vorrebbe. Dipende da mille fattori. Purtroppo è andata così, ma l'impegno, l'abnegazione e il senso di appartenenza ci sono sempre stati."

Nell'ultimo post partita alcune sue parole hanno fatto discutere: ha parlato di una Roma che dalla prossima stagione potrebbe non essere pronta a giocarsi un posto in Champions. Ci approfondisce questo pensiero?
"Bisogna vedere come cambierà la squadra del prossimo anno e capire che allenatore verrà. Questo gruppo sta lottando fino in fondo in un'annata che è andata male. Io non voglio caricare di responsabilità il mio successore. Sarebbe troppo facile. Io dico che questa è una buona squadra e che negli ultimi anni è sempre andata in Champions. E allora diciamo che la prossima squadra dovrà entrare in Europa League, voliamo più in basso. Se poi c'è l'anno buono, vorrà dire che entrerà in Champions League e sarà una bella sorpresa. Io sono sempre stato così, meglio non caricare di aspettative i tifosi e, di conseguenza, allenatori, Società e tutto il sistema. Se contro il Parma riuscissimo a entrare in Champions ovviamente entrerebbero più soldi. Questa Società ha sempre messo in chiaro di voler mantenere il bilancio a posto e credo che sia giusto. Quando sono tornato ho visto tantissimi cambiamenti, tante cose che prima non c'erano, vuol dire che i soldi qui sono stati spesi e le cose sono state fatte bene. Ovviamente ai tifosi di tutto ciò che che non si vede non importa nulla, loro vogliono vedere solo la squadra lottare sul campo. Un tifoso giustamente pensa così. Io che sono allenatore dico che qui c'è un'ottima struttura, c'è una grande Società e c'è una grande crescita."

Quanto la emoziona vivere in panchina l'ultima partita da allenatore della Roma?
"Io mi emoziono sempre sulla panchina della Roma. Entro in campo dopo l'inno perché altrimenti mi emoziono troppo. Voglio restare freddo e lucido fino in fondo. Dato che è l'ultima ci tengo a ringraziare il Presidente perché mi ha dato l'opportunità di guidare ancora una volta la squadra del mio cuore."

E sarà anche l'ultima partita in giallorosso di Daniele, è un'emozione in più?
"Lo sarà per lui, per i tifosi che vedranno Daniele per l'ultima volta con la fascia da Capitano sul campo e con la maglia della Roma. Ogni tifoso si è identificato in lui, per quella voglia che ha, per quello spirito combattivo che ha sempre fatto vedere. Mi auguro che domenica sia una giornata caratterizzata da un saluto pieno di amore."

Cosa ha rappresentato per la sua carriera, nella quale ha raggiunto il traguardo più clamoroso della storia del calcio contemporaneo, mettersi in gioco per questi tre mesi per la Roma?
"Per me Roma rappresenta tutto. Quale tifoso non accetterebbe di guidare la propria squadra del cuore anche solo per una partita? Io sono stato chiamato in un momento difficile. Fosse stata un'altra squadra non avrei mai accettato. Non mi sarei messo a rischiare così. Immaginate se dopo SPAL e Napoli avessimo continuato a perdere: le critiche sarebbero andate tutte su di me. Io queste cose le ho pensate, ma l'amore ti porta oltre il ragionamento pratico e freddo. Ho accettato prendendomi i rischi. Tutta la mia carriera è stata così, prima del Leicester sono arrivato secondo con la Roma, con la Juventus, con il Monaco, ma quelle sono piazze in cui sono arrivato sempre in un momento di necessità: non mi è mai stata costruita una squadra attorno."

Che differenze vede oggi tra il calcio italiano e il calcio inglese?
"Le differenze sono date da tanti fattori. La Premier League genera tanti soldi. E poi noi siamo ancorati troppo nei tatticisimi. Questo rallenta il gioco. Se un giocatore viene da lì, in Italia non rende subito. Ci vuole del tempo per capire il calcio italiano, quel mezzo metro più avanti, quella diagonale ben fatta. In Inghilterra, in Spagna e in Francia non sono così ingabbiati. In Premier amano la competizione e le squadre devono lottare dal primo al novantesimo. Ci si allena meno che in Italia, ma si fa tutto a mille all'ora. Nelle partitine se ne danno di santa ragione. Lo spirito che i tifosi vogliono è quello: vivere emozioni. E le emozioni si creano solo correndo e lottando su ogni pallone."

È tornato spesso sul tema dello Stadio di proprietà: dalla sua esperienza diretta quanto incide nella crescita di un Club?
"Io non riesco a capire come in Italia ci siano tutte queste difficoltà. Se penso che a Londra, tra tutte le categorie, ogni quartiere ha il suo stadio mi chiedo come è possibile che qui non ci riusciamo. Non solo a Roma, ma in tutta Italia. Ma per quale motivo? Io non lo capisco. Così si ferma il Paese, così si ferma tutto. Qual è la causa? La paura della corruzione? E allora state con gli occhi aperti."

È quella la chiave per far crescere il calcio del nostro Paese?
"Serve a mettere a posto i conti, altrimenti con il Fair Play Finanziario si blocca tutto. Guardate la Juventus. Chi fa uno stadio di proprietà è già un passo avanti."

In più circostanze l'hanno chiamata in causa sul ruolo di Francesco Totti e lei ha spiegato che i giocatori hanno bisogno di tempo per imparare a diventare dirigenti. Ci fa capire il suo pensiero?
"Spesso si pensa che giocare a calcio e fare il dirigente siano le stesse cose. Non è così, sono due mestieri diversi. Questo accade in tutti i lavori. Io non potrei fare il giornalista. Francesco ha smesso di giocare e lui sa cosa sente e cosa vuole fare, ma la crescita è graduale, non si nasce imparati. Certo è che lui di calcio ne sa."

Al suo arrivo ci ha raccontato che due giorni prima aveva fatto un grande tifo per la squadra contro il Porto: da lunedì cosa succede, si rimette i panni del tifoso?
"Non me li sono mai tolti. Sono e sarò sempre tifoso."
COMMENTI
Area Utente
Login

Sassuolo-Roma - Le Ultime News

 
    1   2   3   4   5   6       >   >> 
 
 Dom. 14 giu 2020 
Petrachi-Roma: gaffe e rapporti tesi all'origine di un possibile divorzio
Pochi i giocatori sbagliati in un anno, eccetto Kalinic, ma se il d.s. sta per andare via è anche per colpa di una serie di contrasti tra dirigenza, squadra e stampa
 Gio. 11 giu 2020 
Fonseca: "Questa squadra è più forte di prima, ha voglia di vincere, nostro pensiero è la Champions"
Paulo Fonseca, a 365 giorni esatti dalla firma per la Roma, ha rilasciato un'intervista....
 Lun. 17 feb 2020 
Roma, infortuni e passo da retrocessione: è il 2020 ma sembra il 1976
"Anno bisesto, anno funesto", una Roma così brutta non si vedeva da 44 anni. Anzi,...
 Gio. 06 feb 2020 
Fonseca, quel no a Petrachi nello spogliatoio del Mapei ha cementato il gruppo
Le quattro sconfitte nelle sei gare disputate nel 2020 (contro Torino, due volte...
 Mer. 05 feb 2020 
Fonseca, terapia di gruppo. Petrachi affronta Dzeko
Tempi supplementari di Sassuolo-Roma. A Trigoria, però: Fonseca ha parlato con la...
 Mar. 04 feb 2020 
Sassuolo-Roma 4-2, Le Decisioni del Giudice Sportivo
DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO
La Roma dopo il ko con il Sassuolo. Lo scaricabarile non è la via d'uscita
Poca qualità dei giocatori? I giovani? Il mercato? Tutto e il contrario di tutto. Ma l’unico modo per uscire dal buco nero è che tutti si assumano le proprie responsabilità
Retroscena Dzeko, ecco cosa non gli piace della Roma
Le frasi dopo il Sassuolo ("Ci sono troppi giovani") hanno aperto il caso: il club ha preso tre ‘98 a gennaio...
 Lun. 03 feb 2020 
Roma, retroscena Petrachi: una furia nello spogliatoio
Il ds giallorosso furibondo alla fine del primo tempo con il Sassuolo. Nessuno riesce a spiegarsi ciò che è successo
Le parole di Dzeko e le scelte di Fonseca infiammano la Roma in crisi
I veri gol della Roma li hanno segnati Criscito e Sanabria. Il 2-2 del Genoa sull'Atalanta...
E ora Bruno Peres scala posizioni: è un opzione in più
Dal suo ritorno a gennaio, è sceso in campo 4 volte su 6. Bruno Peres, pian piano,...
Annus horribilis. Nel 2020 già 4 sconfitte in 6 partite: la Roma di Fonseca non fa più male
Il giorno della marmotta, secondo la tradizione americana, decide quanto sarà lungo...
Pairetto: i cartellini segnale di debolezza
Deludente tecnicamente e da rivedere caratterialmente. Questa la sintesi di Pairetto,...
 Dom. 02 feb 2020 
Roma, tutti da Dzeko per fare gruppo e uscire dal tunnel
Dopo due sconfitte e un pareggio, squadra riunita alla festa della figlia del bomber. Domattina alla ripresa Fonseca parlerà ai giocatori dopo il k.o. di Reggio Emilia Chiara Zucchelli
VILLAR: "Non dimenticherò mai questo giorno. Spero sia la prima di tante partite con questa maglia"
Nella disfatta della Roma contro il Sassuolo, una delle pochissime buone notizie...
KLUIVERT: "La mia fase difensiva era terribile, ma sto migliorando"
Una prestazione tutt'altro che indimenticabile quella di Justin Kluivert contro...
Sassuolo-Roma 4-2, Dzeko e Fonseca a colloquio a fine gara: ecco cosa si sono detti
Il tecnico giallorosso ha confessato in conferenza stampa cosa ha detto il capitano: “Non era un bel momento, mi ha consigliato di non parlare con l’arbitro. Abbiamo perso per causa nostra, ma vorrei sapere perché così tanti cartellini verso di noi”. Dzeko: “Il primo tempo? Non siamo stati degni della Serie A”
Allarme difesa: la Roma deve guardarsi le spalle
Là dietro la Roma ha un problema. Serio. Lo dicono i numeri che non mentono quasi...
CoRomavirus
Atri undici casi di Coronavirus a Roma: tutti con la maglia giallorossa. E l'unica...
Non basta Dzeko a 100 gol, Roma in bambola col Sassuolo
Tre gol in trenta minuti, non accadeva dal 2012, sono la sintesi di una sconfitta...
Edin e Paulo d'accordo: gruppo con poca qualità
Fonseca non se lo spiega, Dzeko parla di mancanza di qualità: Edin e Paulo convergono...
Inizio 2020 orribile: quarto ko in 7 partite e la difesa incassa gol da sette gare di fila
Peggio della sfida di Coppa Italia alla Juventus, quando la Roma arrivò all'intervallo...
Fonseca disarmato e paralizzato davanti allo scempio del Mapei
La prima senza Florenzi, subito titolare a Valencia, oppure la prima con Dzeko capitano...
Disastro Roma. Quaterna choc
Crollo inaspettato quello dei giallorossi a Reggio Emilia, alla prima sconfitta...
Sassuolo-Roma 4-2, Le Pagelle dei Quotidiani
SERIE A: SASSUOLO-ROMA 4-2 LE PAGELLE DEI MAGGIORI QUOTIDIANI NAZIONALI ITALIANI...
 Sab. 01 feb 2020 
TOP&FLOP Dzeko segna e lotta, ma in difesa Mancini è sempre in sofferenza. Che Caputo!
Il giovane difensore colpisce un palo ma entra in negativo in quasi tutti i gol del Sassuolo, centesimo gol in A per il bosniaco
Il bel derby ha fatto male alla Roma
REGGIO EMILIA Ma vuoi vedere che quel derby, così ben giocato, ha fatto più...
DZEKO: "Nel primo tempo nessuno di noi era al livello della Serie A. Speriamo non lasci strascichi"
SASSUOLO-ROMA 4-2, LE INTERVISTE POST-PARTITA DZEKO A ROMA TV Partita molto diversa...
FONSECA: "Non abbiamo preparato mentalmente bene la gara"
SASSUOLO-ROMA 4-2, LE INTERVISTE POST-PARTITA, PAULO FONSECA: "Primo tempo inamissibile, impossibile vincere se si difende così. E’ difficile spiegare la differenza tra il derby e questa partita”
Sassuolo-Roma 4-2, Le Pagelle
Le pagelle della Roma - Mancini e Cristante da incubo, si salva solo Dzeko
 
    1   2   3   4   5   6       >   >>