Il Mondiale di Donyell Malen si chiude nel modo più amaro: eliminazione dell’Olanda contro il Marocco e zero minuti nella partita decisiva. L’attaccante della Roma è rimasto in panchina per tutta la gara, mentre la nazionale di Ronald Koeman è uscita ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari.
Una scelta che ha fatto discutere. La Gazzetta dello Sport ha criticato il piano gara dell’Olanda e soprattutto la rinuncia totale a Malen, considerato un profilo potenzialmente utile per attaccare gli spazi in una partita impostata spesso sul contropiede.
Koeman nel mirino
Koeman ha preferito Brian Brobbey da centravanti e Crysencio Summerville sulla destra. Il primo ha lottato fisicamente contro la difesa marocchina, ma senza trovare il guizzo. Il secondo ha lavorato molto in fase difensiva e ha servito l’assist per il gol di Cody Gakpo.
Nella ripresa è entrato Wout Weghorst, scelta che ha avuto una sua logica: l’Olanda cercava presenza fisica, seconde palle e spizzate in area. Il gol del pareggio olandese è arrivato anche da quel tipo di situazione, e lo stesso Weghorst ha poi trasformato il proprio rigore. Ma l’esclusione di Malen, in una partita che chiedeva profondità e strappi, resta difficile da spiegare.
Ora c’è Gasperini
Il bilancio del torneo per Malen è deludente: tre presenze, zero gol e la sensazione di non essere stato pienamente centrale nelle idee di Koeman. Un Mondiale iniziato con spazio e aspettative, ma chiuso senza poter incidere nella notte più importante.
Per la Roma, però, cambia il contesto. Gian Piero Gasperini lo considera un riferimento offensivo e nella Capitale il ruolo sarà diverso: più centrale, più vicino alla porta, più dentro il progetto tecnico. La delusione del Mondiale può diventare carburante per la nuova stagione. A Trigoria, Malen tornerà con una ferita aperta ma anche con una certezza: la Roma lo aspetta da protagonista.