El Aynaoui, il retroscena del padre: “Alla Roma è felice. Ha una qualità che lo rende speciale”

l Aynaoui racconta la crescita del figlio Neil tra Roma, Marocco e Mondiale. “È un combattente, sa cosa vuole ed è felice in giallorosso”.

Melissa Landolina -
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Dopo una prima stagione vissuta tra adattamento, crescita e qualche problema fisico, Neil El Aynaoui si prepara a vivere una delle esperienze più importanti della sua carriera: il Mondiale con il Marocco. A raccontare il momento del centrocampista della Roma è stato il padre Younes El Aynaoui, ex numero 14 del ranking ATP, che in un’intervista concessa a RTBF ha parlato del percorso del figlio tra club e nazionale.

“Alla Roma è felice e guarda al Mondiale”

L’ex tennista marocchino non ha nascosto l’orgoglio per il cammino intrapreso dal centrocampista giallorosso.

“Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo. Conosco però anche l’altra faccia dello sport professionistico: gli infortuni, i momenti difficili e le panchine. Da fuori sembra tutto perfetto, ma c’è sempre il timore che qualcosa possa andare storto”, ha spiegato.

Parlando dell’attuale momento del figlio, Younes ha sottolineato come il passaggio alla Roma abbia rappresentato uno step fondamentale per la sua crescita.

“Voleva affermarsi in un grande club e conquistarsi un posto importante anche con il Marocco. Oggi è molto felice. La Roma ha conquistato la Champions League e lui ora è concentrato sul Mondiale”.

Uno degli aspetti che più colpiscono chi conosce Neil El Aynaoui è la sua determinazione.

Secondo il padre, proprio questo rappresenta la sua forza più grande.

“È considerato un combattente da tutti i suoi allenatori. Forse è persino più competitivo di quanto fossi io. Quando sbaglia qualcosa si arrabbia subito perché pretende molto da se stesso. È testardo, sa quello che vuole e non si arrende facilmente”.

Una mentalità che si riflette anche in campo e che ha convinto Gasperini a puntare con decisione sul centrocampista durante la stagione appena conclusa.

Il rigore e la personalità

Younes ha raccontato anche un episodio significativo avvenuto recentemente con la nazionale marocchina.

“In un’amichevole ha avuto l’occasione di calciare un rigore. Nessuno sembrava volerlo tirare e lui si è fatto avanti chiedendo all’allenatore di occuparsene personalmente. Alla fine lo ha trasformato. È un ragazzo che non si nasconde mai”.

Una caratteristica che in una piazza esigente come Roma viene sempre apprezzata.

Pur seguendo da vicino la carriera del figlio, Younes ha spiegato di non intervenire sugli aspetti tecnici.

“Di calcio conosco poco dal punto di vista tattico, quello lo lascio agli allenatori. Io cerco di aiutarlo su altre cose: il sonno, l’alimentazione e lo stile di vita. Credo siano aspetti fondamentali per la crescita di un atleta”.

Un sostegno costante che ha accompagnato Neil fino alla Roma e che ora lo accompagnerà anche nell’avventura mondiale con il Marocco.

Per il centrocampista giallorosso il futuro appare sempre più luminoso. E dalle parole del padre emerge una certezza: la sua crescita è soltanto all’inizio.