Il sogno di Flavio Cobolli si ferma all’ultimo gradino del Roland Garros. Il tennista azzurro, grande tifoso della Roma, ha perso la finale contro Alexander Zverev dopo una partita lunga, nervosa e combattuta fino al quinto set. Resta l’amarezza per un’occasione enorme, ma anche la certezza di un torneo che ha cambiato la dimensione della sua carriera.
Finale amara
Cobolli era arrivato all’ultimo atto del torneo parigino da outsider, ma con la leggerezza di chi aveva già scritto una pagina importante. Contro Zverev, però, l’avvio è stato complicato: primo set dominato dal tedesco, poi reazione dell’azzurro, capace di rimettere la partita in equilibrio e trascinarla fino alla distanza massima.
Il momento più forte è arrivato nel quarto set, vinto da Cobolli al tie-break con coraggio e qualità. Poi, nel quinto, la maggiore esperienza di Zverev ha pesato. Il tedesco ha preso campo, ha trovato i break decisivi e ha spento la rimonta del romano proprio quando il sogno sembrava ancora vivo.
Orgoglio romanista
Per il mondo Roma, Cobolli non è un nome qualunque. Nato a Firenze ma cresciuto romanista, ha raccontato più volte il suo legame con i colori giallorossi: “Amo anche la Fiorentina, ma sceglierei la Roma ogni giorno”. Una frase che spiega perché tanti tifosi lo abbiano seguito a Parigi come uno di casa.
La sconfitta non cancella nulla. Cobolli ha raggiunto la prima finale Slam della carriera, ha mostrato personalità e ha portato un pezzo di Roma sul palcoscenico più importante della terra rossa. Non è arrivata la coppa, ma è arrivata una consacrazione. E per un romanista abituato a vivere tutto con cuore e sofferenza, anche questa finale persa resta una storia da applaudire.