Cinque gol in una sola partita. Nel calcio moderno sembra quasi fuori scala, ma per Donyell Malen è la cifra che trasformerebbe una rincorsa impossibile in un sogno statistico. Alla vigilia di Verona-Roma, ultima giornata di Serie A, l’attaccante olandese è a quota 13 nella classifica marcatori; davanti c’è Lautaro Martinez, leader con 17. Se l’argentino restasse fermo, a Malen servirebbe una notte da archivio per chiudere davanti a tutti.
Cinque gol, impresa da pochi
Dal 1929-30, anno della nascita della Serie A a girone unico, la cinquina è rimasta un evento rarissimo. L’elenco storico comprende Italo Rossi (Pro Patria-Roma 6-1, 1930), Giovanni Vecchina (Padova-Pro Patria 7-0, 1930), Cesare Augusto Fasanelli (Roma-Livorno 7-1, 1931), Giuseppe Meazza (Ambrosiana Inter-Bari 9-2, 1938), Guglielmo Gabetto (Juventus-Bari 6-2, 1939), István Mike Mayer (Bologna-Livorno 6-2, 1949), Bruno Ispiro (Triestina-Padova 9-1, 1949), Emanuele Del Vecchio (Verona-Sampdoria 5-3, 1958), Carlo Galli (Milan-Lazio 6-1, 1958), Antonio Angelillo (Inter-SPAL 8-0, 1958), Kurt Hamrin (Atalanta-Fiorentina 1-7, 1964), Roberto Pruzzo (Roma-Avellino 5-1, 1986) e Miroslav Klose (Lazio-Bologna 6-0, 2013).
La Roma c’è già nella storia
Il dato più interessante, in chiave giallorossa, è che la Roma conosce già questo tipo di impresa. Fasanelli la firmò a Campo Testaccio contro il Livorno, mentre Pruzzo la scolpì all’Olimpico contro l’Avellino, in una delle giornate simbolo della sua carriera romanista. Più in alto della cinquina restano soltanto le due sestine di Silvio Piola e Omar Sivori, record assoluto della competizione. Per Malen, dunque, sarebbe qualcosa oltre il normale: non solo un assalto alla classifica marcatori, ma l’ingresso immediato in una stanza ristrettissima della storia della Serie A. Impossibile? Quasi. Ma sognare, stavolta, costa pochissimo.