Zirkzee-Malen, l’idea non è impossibile: Gasperini lo ha già fatto

La Roma studia il colpo olandese: con Zirkzee accanto a Malen, il tecnico potrebbe ritrovare una soluzione già vista nella sua carriera

Jacopo Mandò -
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Zirkzee e Malen
Zirkzee e Malen con l’Olanda: alla Roma potrebbero giocare assieme – Romaforever.it

Il nome di Joshua Zirkzee è tornato con forza intorno alla Roma. L’attaccante del Manchester United resta un profilo molto gradito a Gian Piero Gasperini, che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe immaginarlo in coppia con Donyell Malen in un attacco tutto olandese. La domanda tattica è inevitabile: Gasperini ha mai davvero lavorato con due punte? La risposta è sì. Non come dogma fisso, ma come variante dentro il suo calcio.

Zirkzee-Malen, perché può avere senso

L’idea nasce dalle caratteristiche dei due giocatori. Malen è più verticale, attacca la profondità, cerca lo spazio e può giocare da riferimento centrale. Zirkzee, invece, è un attaccante di manovra: ama ricevere, proteggere il pallone, giocare spalle alla porta e legare il reparto offensivo. È il classico profilo che non vive solo dentro l’area, ma può abbassarsi per aprire corridoi agli inserimenti.

Per questo, dentro la Roma di Gasperini, l’ex Bologna potrebbe agire da seconda punta tecnica, da trequartista sinistro o da falso nove alternativo. Non sarebbe semplicemente un “doppione” di Malen, ma un giocatore capace di cambiare il modo di attaccare: meno profondità pura, più connessione tra centrocampo e ultimi metri.

Il precedente: Zapata-Muriel e il 3-4-1-2

Nella sua carriera, Gasperini ha già utilizzato strutture vicine all’attacco a due. All’Atalanta, soprattutto in alcune fasi, si è visto il 3-4-1-2 con due attaccanti davanti e un trequartista alle spalle. Il riferimento più chiaro è la coppia colombiana Duván Zapata-Luis Muriel, spesso completata da un giocatore tra le linee come Pasalic, Malinovskyi o Koopmeiners. Quest’ultimo ruolo, alla Roma, potrebbe essere interpretato da diversi giocatori: Dybala (se dovesse rinnovare), Pellegrini (stesso discorso della Joya), Soulé, Cristante o anche l’idea di mercato Julian Brandt.

Non era un 4-4-2 classico, ma una variante gasperiniana: due punte mobili, esterni altissimi, marcature aggressive e tanti uomini dentro l’area. Ecco perché l’ipotesi Zirkzee-Malen non va letta come una stranezza tattica. Semmai come un modo per rendere la Roma più imprevedibile, soprattutto in una stagione in cui il salto di qualità passerà anche dalla profondità della rosa.