Momenti di forte tensione al Ferraris durante Genoa-Milan, una delle partite chiave della corsa Champions. Al minuto 55, con il Milan avanti 0-1 grazie al rigore trasformato da Christopher Nkunku, il gioco è stato momentaneamente sospeso per il lancio di oggetti dal settore caldo dei tifosi del Genoa, alle spalle di Mike Maignan. In campo sono arrivati fumogeni e monetine, costringendo l’arbitro a fermare la gara.
Nkunku segna, poi il clima degenera
Il vantaggio rossonero era arrivato pochi minuti prima. Al 48’, Nkunku ha anticipato Bijlow dopo un retropassaggio sbagliato di Amorim, conquistando un calcio di rigore poi trasformato con freddezza. Un episodio pesantissimo per la classifica, perché il Milan era reduce da un primo tempo difficile e aveva bisogno di una scossa immediata per restare pienamente dentro la corsa Champions.
Subito dopo, però, la partita ha cambiato volto. Il gioco si è fermato per quanto accaduto alle spalle di Maignan, già più volte al centro in passato di episodi spiacevoli negli stadi italiani. Il portiere francese è rimasto nella propria area mentre arbitro, giocatori e addetti alla sicurezza cercavano di riportare la situazione alla normalità.
Una scena lontana dal calcio
L’episodio pesa anche oltre il risultato. In una giornata di Serie A costruita attorno alla volata Champions, con Roma, Juventus, Milan, Napoli e Como impegnate in contemporanea, il calcio giocato passa improvvisamente in secondo piano. Il Milan stava provando a trasformare una partita sofferta in una vittoria fondamentale, ma quanto accaduto a Marassi rischia di lasciare un segno molto più profondo.
La gara, al momento dello stop, vedeva i rossoneri avanti 0-1. Per la corsa Champions il dato è enorme, perché il successo riporterebbe il Milan pienamente in scia, aumentando la pressione anche sulla Roma, avanti nel derby contro la Lazio. Ma prima di ogni calcolo di classifica resta una certezza: certe scene non dovrebbero appartenere a una partita di calcio.