La Roma è entrata nel momento più complicato della sua partita. Dopo il vantaggio di Donyell Malen nel primo tempo, il Parma ha pareggiato subito nella ripresa con Strefezza, trasformando il secondo tempo in una gara completamente diversa. Al 64’, al Tardini, la sensazione è netta: c’è soprattutto il Parma in campo, mentre la squadra di Gian Piero Gasperini fatica a uscire, perde duelli e non riesce più a comandare il ritmo.
Gasperini cambia: Koné più alto con Dybala
Il segnale tattico arriva dalla panchina. Gasperini chiede alla Roma di restare dentro la partita, di non perdere i contrasti e soprattutto di ritrovare presenza tra le linee. Per questo Manu Koné viene alzato vicino agli attaccanti, quasi da trequartista al fianco di Paulo Dybala, nel tentativo di dare più fisicità e strappo nella zona centrale.
È una mossa che racconta il momento di difficoltà giallorosso: non basta più palleggiare basso, serve qualcuno che accompagni l’azione e riporti la squadra nella metà campo del Parma. Dopo l’uscita di Soulé e Cristante, con gli ingressi di Pisilli ed El Aynaoui, la Roma prova a cambiare energia e struttura, ma l’inerzia resta pericolosamente dalla parte dei crociati.
Parma dominante, Roma sotto pressione
Il Parma ha preso campo, coraggio e fiducia. Dopo il pareggio di Strefezza, la squadra di Cuesta ha anche visto annullare il possibile 2-1 di Pellegrino per fuorigioco attivo di Troilo sulla visuale di Svilar. Poco dopo, ancora i ducali sono andati vicini al vantaggio con una situazione pericolosa costruita da Pellegrino e Valeri, con Delprato arrivato a un passo dal tap-in.
Per la Roma, adesso, la partita è diventata una prova di resistenza e maturità. Il risultato di 1-1 pesa tantissimo nella corsa Champions, ma pesa ancora di più l’immagine di una squadra che deve ritrovarsi subito. Gasperini lo ha capito: senza duelli, coraggio e baricentro più alto, il Tardini può diventare una trappola pesantissima.