Gasperini non si fida: “Mario, su!”, il richiamo a Hermoso dice tutto sulla Roma

Al 40’ le telecamere di DAZN colgono il tecnico giallorosso mentre chiede alla squadra di alzarsi: dopo il vantaggio di Malen, la Roma rischia di abbassarsi troppo

Jacopo Mandò -
Tempo di lettura: < 1 minuto
Gasperini
Gasperini si arrabbia con i suoi: il motivo e il baricentro della Roma – Romaforever.it

La Roma è avanti al Tardini, ma Gian Piero Gasperini non vuole una squadra passiva. Dopo il gol di Donyell Malen, arrivato su assist di Paulo Dybala, i giallorossi hanno vissuto una fase più sporca della partita contro il Parma, con qualche rischio di troppo in costruzione. Il segnale più chiaro è arrivato al 40’, quando le telecamere di DAZN hanno inquadrato il tecnico mentre urlava verso Mario Hermoso: “Mario! Mario! Su!”. Un richiamo secco, tattico, significativo: la Roma non deve difendere il vantaggio abbassandosi, ma continuare a giocare in avanti.

Gasperini richiama Hermoso

L’immagine del 40’ racconta molto della partita. La Roma, dopo aver trovato lo 0-1, ha iniziato a perdere qualche metro, lasciando più campo al Parma. Gasperini lo ha percepito subito e ha richiamato Hermoso, chiedendogli di salire con la linea difensiva e accorciare in avanti.

Il messaggio era rivolto al singolo, ma riguardava tutta la squadra: non abbassare il baricentro, non permettere al Parmadi prendere fiducia, non trasformare una partita controllabile in una gara di sofferenza. La richiesta di Gasperini è la fotografia del suo calcio: difendere avanzando, restare corti, aggredire il possesso avversario e non limitarsi alla gestione.

Roma, brivido in costruzione

Pochi minuti prima, al 36’, la Roma aveva rischiato tantissimo. Retropassaggio scomodo di Evan Ndicka verso Mile Svilar, intervento in scivolata del portiere giallorosso per anticipare Strefezza e poi chiusura dello stesso Ndicka per allontanare il pericolo. Nicolussi Caviglia, sulla seconda palla, non è riuscito a trovare lo specchio.

Un episodio che ha confermato la lettura di Gasperini: la Roma era avanti, ma non ancora padrona emotiva della partita. Il gol di Malen ha indirizzato il match, ma al Tardini serve altro: lucidità, coraggio e linea alta. Perché nella corsa Champions, anche un metro perso può diventare un rischio enorme.