La serata dell’Olimpico è tutta della Roma, ma dentro il largo vantaggio giallorosso c’è anche un episodio destinato a restare. Al 52’, Donyell Malen va vicinissimo al gol personale, dopo una partita in cui aveva già colpito una traversa e inciso in modo pesantissimo sullo sviluppo offensivo della squadra di Gian Piero Gasperini.
A negargli la gioia è David De Gea, protagonista di una parata fuori categoria. Il portiere spagnolo risponde con un riflesso clamoroso sul destro dell’olandese, deviato all’ultimo da Comuzzo in area. Una risposta quasi istintiva, di quelle che ricordano le grandi parate del passato.
Malen, tutto tranne il gol
Malen esce dal campo all’83’ tra gli applausi, ma con un piccolo rimpianto personale. Il gol gli è mancato soltanto per dettagli: due traverse, una prestazione continua, qualità nella rifinitura e quel pallone del 52’ che sembrava destinato a entrare.
L’attaccante della Roma ha confermato di essere sempre più dentro il sistema di Gasperini. Attacca, lega il gioco, inventa e rifinisce. Anche senza segnare, la sua partita resta enorme: perché nel calcio non pesano solo i gol, ma anche la capacità di spostare difese, creare occasioni e alzare il livello tecnico della squadra.
Il miracolo di De Gea
La parata di De Gea merita un capitolo a parte. Sul destro di Malen, reso ancora più complicato dalla deviazione di Comuzzo, il portiere della Fiorentina trova un riflesso senza senso. Un intervento da campione, quasi alla Buffon, per coordinazione, istinto e rapidità.
Se ne parlerà meno per via del risultato, già indirizzato dalla Roma, ma quella dello spagnolo è una parata da studiare. Una di quelle immagini che sopravvivono anche dentro una sconfitta pesante. Malen avrebbe meritato il gol, ma De Gea gli ha tolto tutto: non la prestazione, però, che resta da protagonista vero.