Le strade della Roma e di Claudio Ranieri si separano ancora una volta. Come confermato dal recente comunicato ufficiale diffuso dal club giallorosso, l’avventura del tecnico testaccino nelle vesti di Senior Advisor è giunta definitivamente al capolinea. Una decisione inevitabile che segna l’uscita dai piani societari di una figura storica e amatissima da tutto il popolo giallorosso, sancendo di fatto l’inizio esclusivo del nuovo corso tecnico.
La spinta per il ritorno di DDR
Dietro le quinte di questo addio emergono però interessanti retroscena, legati in particolare al periodo turbolento che ha preceduto l’arrivo in panchina di Gian Piero Gasperini. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, durante la complessa fase di casting per il nuovo allenatore, Ranieri aveva una preferenza ben precisa. In prima fila, per l’ormai ex dirigente, c’era la forte volontà di riportare a Trigoria Daniele De Rossi. Sir Claudio aveva caldeggiato con insistenza il ritorno di “Capitan Futuro”, convinto che fosse l’anima giusta per rilanciare le ambizioni della squadra.

Il veto dei Friedkin e i grandi nomi sondati
La proposta romantica di Ranieri, tuttavia, si è scontrata con il pragmatismo della proprietà. La famiglia Friedkin ha infatti posto un veto decisivo sull’operazione, ritenendo che i tempi non fossero ancora maturi per affidare nuovamente la guida tecnica a De Rossi. Accantonata questa suggestione, la dirigenza ha esplorato piste internazionali di altissimo livello: prima di chiudere l’accordo totale con Gian Piero Gasperini, il club aveva sondato concretamente profili del calibro di Antonio Conte, Cesc Fabregas e Unai Emery, a testimonianza delle grandi ambizioni dei vertici americani.