La Roma continua a inseguire il quarto posto, ma il momento resta fragile e il campanello d’allarme, secondo Paolo Assogna, è chiarissimo. In diretta da Roma per Sky Sport 24, il giornalista ha invitato a non fermarsi al risultato o alle singole partite, ma a leggere il quadro complessivo degli ultimi due mesi. Il dato più pesante è questo: i giallorossi, in campionato, hanno battuto soltanto Cremonese, Lecce e Pisa, cioè tre squadre che occupano la parte più bassa della classifica. Un segnale che impone riflessioni vere.
Il problema nasce dietro
Il cuore dell’analisi di Assogna è soprattutto difensivo. “Ci sono i numeri difensivi che sono cambiati perché sono stati 18 gol presi in 7 partite”, ha sottolineato, indicando proprio lì l’origine del calo della Roma. Il ragionamento è chiaro: se si isolano le tre vittorie, comprese quelle europee, il rendimento complessivo racconta una squadra che ha perso solidità, protezione dell’area e continuità nei novanta minuti. Non è quindi l’attacco il primo imputato, anche perché l’arrivo di Malen avrebbe dato una spinta nuova alla fase offensiva, cambiando almeno in parte la storia recente della squadra.
Gasperini e Svilar, i due nodi
Secondo Assogna, il lavoro di Gian Piero Gasperini dovrà partire proprio da qui. “Soprattutto su questo dovrà lavorare per alimentare le poche speranze di rincorsa al quarto posto”. Poi il riferimento a Svilar, fin qui uno dei simboli della stagione romanista: “Fino a qualche settimana fa aveva parato l’impossibile, adesso è sempre un valore aggiunto della Roma ma ha smesso di parare l’impossibile”. Non una bocciatura, ma una lettura precisa: il portiere resta affidabile, solo che oggi la Roma non può più contare sugli straordinari continui del suo numero uno. E quando cala anche quello scudo, i difetti strutturali diventano molto più visibili.