Se davvero si aprisse il dopo Gasperini, la prima scrematura andrebbe fatta sulla fattibilità. Oggi i due profili più “prendibili” sono Ernesto Valverde, che ha annunciato l’addio all’Athletic Club a fine stagione, ed Enzo Maresca, libero dopo la separazione dal Chelsea il 1° gennaio 2026. Più complicate, invece, le piste che portano a Vincenzo Italiano, oggi al Bologna, e a Daniele De Rossi, dal novembre 2025 allenatore del Genoa.
Italiano e Maresca, i due profili più “leggibili”
Tra i quattro, Italiano è probabilmente il nome più compatibile con la Serie A e con una transizione rapida: il suo Bologna gioca un calcio dinamico e verticale, parte spesso dal 4-2-3-1 e pretende qualità da esterni e punta. In una Roma così, salirebbero le quotazioni di Soulé, Malen e Dybala tra le linee, ma anche di un centravanti da area come Dovbyk o Ferguson; più esposti, invece, i centrocampisti meno mobili negli spazi larghi. Maresca rappresenterebbe la svolta più metodica: build-up basso, portiere coinvolto, terzino che si accentra, ricerca continua della superiorità posizionale. Un contesto che esalterebbe Svilar, Rensch, Angeliño, Koné ed El Aynaoui, ma che chiederebbe disciplina assoluta e meno improvvisazione negli ultimi trenta metri.
Valverde o De Rossi: equilibrio contro identità
Valverde porterebbe una Roma più equilibrata, intensa e diretta: il suo Athletic è legato a pressing alto, buon controllo del pallone e transizioni pulite. Per questo potrebbero rendere bene difensori aggressivi come Mancini e Ndicka, così come giocatori di gamba e strappo come Koné e Malen. De Rossi, invece, sarebbe la scelta più identitaria: nella sua Roma la base era il 4-2-3-1, con catene laterali più codificate e una forte centralità tecnica per i giocatori offensivi. Qui tornerebbero centrali Dybala, Soulé e Pellegrini. In sintesi: Italiano è il più pronto per il campionato, Maresca il più radicale, Valverde il più internazionale, De Rossi il più emotivo.