Il punto, oggi, è distinguere il rumore dalla sostanza. Sullo sfondo c’è davvero il Betis, che secondo la stampa spagnola e i rilanci italiani ha inserito Angeliño tra i profili seguiti per rinforzare la corsia sinistra della prossima stagione, anche perché a Siviglia si prepara la partenza di Ricardo Rodríguez. Ma, allo stato attuale, si parla soprattutto di un interesse esplorativo e di un sondaggio sulla disponibilità del giocatore, non di una trattativa avanzata.
Il Betis c’è, ma non è ancora una trattativa
Il fascino dell’operazione esiste. Angeliño ha un contratto con la Roma fino al 30 giugno 2028 e starebbe valutando con interesse l’idea di un ritorno in patria, anche perché in carriera non ha mai giocato nella Liga. Però è qui che va messo un punto importante: parlare oggi di addio imminente sarebbe eccessivo. Più correttamente, la situazione racconta di un club interessato e di una Roma che, davanti a un’offerta concreta, probabilmente ascolterebbe. Non perché il giocatore sia diventato marginale, ma perché l’ultima annata ha cambiato gli equilibri attorno al suo nome.
Il recupero pesa sulla valutazione
Fino a pochi mesi fa, Angeliño era uno degli esterni più importanti della rosa. La scorsa stagione aveva chiuso con 51 presenze, poi questa annata è stata frenata da una bronchite asmatica e da ulteriori problemi medici che ne hanno rallentato il rientro. A febbraio Gasperini parlava di miglioramenti evidenti, spiegando che lo spagnolo aveva ripreso oltre quattro chili e che i test erano cresciuti in modo significativo; a marzo è tornato tra i convocati e il 23 marzo ha riassaggiato la Serie A contro il Lecce dopo quasi sei mesi. La verità, allora, è questa: non è più “intoccabile” come nel momento migliore, ma non è neppure un esubero. Se starà bene, la Roma continuerà a considerarlo una risorsa forte; se invece arriverà un’offerta giusta e il giocatore spingerà per il Betis, allora lo scenario potrà davvero cambiare.