C’è un post su X che sta facendo il giro dei romanisti perché è semplice, quasi brutale: 12 partite, 25 punti, un solo KO “concesso” (a San Siro con l’Inter), quattro pareggi pesati col bilancino e sette vittorie obbligate. Totale: quota 75, quella che “ti porta in Champions e forse anche meno”.
La cosa interessante non è la matematica del tifoso: è l’umore. Perché quando inizi a fare tabelle così, significa che la stagione è entrata nella fase in cui ogni weekend cambia il futuro. E oggi la Roma è davvero dentro a quella zona calda: in campionato è quarta, con l’Atalanta che insegue a due punti.
“75” è una quota psicologica, non un dogma
In Serie A non esiste una soglia fissa: dipende da quante squadre corrono e da quante si tolgono punti tra loro. Però l’idea “forse anche meno” non è campata in aria: nel 2023/24, per esempio, il quarto posto è finito a 69 punti.
Quindi la tabella è conservativa, ma ha un merito: ti dice che la Champions non è un sogno astratto, è un percorso fatto di mini-obiettivi.
Le tre strade della Roma per tornare tra i grandi
E qui arriva la parte che accende tutto: la Roma ha più vie d’accesso alla prossima Coppa dei Campioni.
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Quarto posto: la strada “pulita”, quella da campionato vero.
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Vittoria Europa League: la più dura, ma anche la più “storica”, perché ti consegna un trofeo e un biglietto dorato.
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Quinto posto: possibile solo se l’Italia chiude tra le prime due del coefficiente stagionale (il famoso “posto extra”). È una regola UEFA, ma oggi sarebbe una rimonta collettiva.
E in tutto questo c’è un dettaglio che fa venire i brividi: la Roma non gioca la Champions dal 2018/19.
Ecco perché è iniziato il countdown: non è solo classifica. È memoria.