Ci sono prepartita che suonano come un rito, e altri che somigliano a un avviso. Le parole rilasciate a DAZN da Bryan Cristante, pochi minuti prima di Udinese-Roma, stanno decisamente nella seconda categoria: niente poesia, solo un concetto asciutto e molto romano — “Se vai più piano perdi sicuro”. Il resto è conseguenza: pressione da gestire, partita fisica da pareggiare col corpo e con la testa, e la necessità di restare agganciati alla zona Champions in un Serie A che, adesso, “comincia ad andare forte”.
“Partita fisica”: la chiave è non farsi trascinare
Cristante lo dice senza giri: “Sarà molto fisica, molto tosta… dobbiamo vincere”. Tradotto: a Udine non esiste la vittoria di velluto. Se la Roma accetta un match spezzettato e fatto di seconde palle, rischia di vivere su un filo. Per questo il messaggio è chiaro: andare forte, non concedere dietro, e soprattutto alzare il ritmo quando l’inerzia si incolla. È lì che si misura la maturità: non nel possesso “bello”, ma nel possesso utile, quello che ti fa respirare e ripartire con ordine.
El Aynaoui, l’assenza di Koné e la quota 500
Il passaggio più interessante arriva quando parla del partner di reparto: Neil El Aynaoui è “un giocatore forte”, e la convivenza in mezzo non cambia i compiti di Cristante — cambia, semmai, il modo in cui la Roma può gestire i momenti della partita. Poi l’ammissione: l’assenza di Manu Koné pesa, “importantissimo per noi”. E allora si torna al punto: fare la differenza avanti. Perché se dietro reggi e in mezzo non perdi intensità, il resto lo decide la qualità degli uomini offensivi e la lucidità nelle scelte del Gian Piero Gasperini. In mezzo a tutto, il traguardo delle 500 presenze: “Speriamo di riuscire a reggerne ancora qualcuna” (ride, ndr). Una frase che vale più di un record: è la mentalità di chi, anche quando non sapeva di essere a quota 500, era già dentro la partita.