Stasera, lunedì 2 febbraio 2026, la Roma va a caccia di continuità nella trasferta più “sporca” che ci sia: campo difficile, ritmi spezzati, e un’Udinese che vive benissimo nel caos controllato. La sensazione è che non servirà la partita perfetta, ma quella più concreta: ordine, pazienza e la capacità di accendersi nei momenti giusti.
Formazioni ufficiali: ecco chi parte dal 1’
UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Miller, Karlström, Ekkelenkamp, Zemura; Atta; Davis. Allenatore: Kosta Runjaic.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, Ndicka; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pellegrini; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini.
Cosa raccontano gli undici: dove si decide davvero la partita
I moduli sono quasi uno specchio, e allora la differenza la fanno le “zone grigie”: le corsie laterali (dove si alza e si abbassa il baricentro), e la trequarti (dove basta un controllo orientato per trasformare un recupero palla in un’occasione). Per la Roma è una serata da “testa fredda”: non farsi attirare nella rissa tecnica, restare corta quando l’Udinese allunga, e portare uomini in area solo quando la giocata è pulita.
Occhio anche alla gestione delle assenze, perché il piano gara dei giallorossi passa dal trovare alternative semplici ma efficaci: più verticalità quando serve respirare, più pazienza quando la partita si chiude, e un’idea chiara su come attaccare il lato debole. In trasferta, a Udine, spesso vince chi sbaglia meno due palloni consecutivi.