La Roma è tornata da Verona con il pass per la Champions League in valigia e a Fiumicino ha trovato l’abbraccio della sua gente. Una festa senza coppa, ma con un peso enorme: quello di una qualificazione che riapre strade, ambizioni e prospettive dopo anni complicati. Il 2-0 del Bentegodi, firmato da Malen ed El Shaarawy, ha riportato i giallorossi nell’Europa dei grandi dopo sette anni, chiudendo il campionato al terzo posto.
L’abbraccio di Fiumicino
All’aeroporto c’erano tifosi di ogni tipo: chi urlava il nome di ogni giocatore, chi filmava con il telefono, chi cantava, chi sventolava bandiere e chi restava più defilato, quasi per godersi meglio una scena attesa da troppo tempo. Pellegrini è passato sorridendo, con il volto di chi sa di aver chiuso una stagione pesante con una soddisfazione enorme. El Shaarawye Mancini, invece, hanno scelto di camminare in mezzo alla folla, prendendosi l’abbraccio diretto della gente.
Gasperini scopre Roma, Svilar si prende tutto
L’immagine più forte è forse quella di Gian Piero Gasperini. Il tecnico, arrivato da pochi mesi dentro il mondo romanista, è apparso sinceramente colpito dal calore trovato a Fiumicino: passo lento, mezzo sorriso, espressione sorpresa. Come chi capisce, forse fino in fondo, cosa significhi davvero riportare la Roma in Champions. Poi c’è Svilar, il più acclamato: cori, baci, salti e un grido forte, “Forza Roma!”, quasi a spazzare via ogni pensiero di mercato. Ma adesso non è il momento delle paure. È il momento della festa, di una luce nuova dopo un tunnel lungo anni.