Dopo dodici giornate la Roma ha incassato appena 6 gol, una media di 0,5 reti subite a partita. Restando su questa proiezione, a fine campionato i giallorossi chiuderebbero attorno ai 18-19 gol subiti, ben al di sotto del record romanista nell’era a 20 squadre: i 25 gol incassati nel 2013-14 con Rudi Garcia in panchina, stagione chiusa con 21 clean sheet e secondo posto alle spalle della Juventus.
Anche a livello storico di Serie A il confronto è pesante: la Juve di Conte 2011-12 e quella di Allegri 2015-16 hanno chiuso due campionati da 38 giornate con 20 gol subiti, media 0,53 a partita, un riferimento assoluto per il format a 20 squadre.
Dal muro De Sanctis–Benatia al blocco Svilar–Mancini
La Roma del 2013-14 si reggeva su un’ossatura molto definita: De Sanctis in porta, la coppia Castan–Benatia al centro, Maicon a destra e un filtro feroce con De Rossi, Strootman e Pjanić. Una squadra più “corta”, meno profonda, ma costruita per subire poco e ripartire.
La Roma di Gasperini è diversa: il lavoro difensivo nasce da un sistema aggressivo con linea a tre e quinti altissimi. Come sottolineato anche dalle analisi internazionali, il tecnico ha costruito un blocco formato da Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso, sostenuto ai lati da Wesley e Celik, capace di concedere soltanto 5 gol nelle prime 11 giornate e 7 clean sheet, meglio di qualsiasi altra squadra nei top 5 campionati europei in quel momento.
La lezione della Juve della BBC
La Juventus dei record poteva contare su una retroguardia leggendaria: Buffon dietro al trio Barzagli-Bonucci-Chiellini, “murata” da un centrocampo di ferro con Pirlo, Vidal, Marchisio (poi Khedira e Pogba). Un blocco costruito e tenuto insieme per anni, con pochissime rotazioni e un livello individuale altissimo.
La Roma di oggi ha meno “Hall of Famer” ma più profondità di rosa: oltre ai titolari, Gasperini può contare su alternative come Ghilardi, Ziolkowski, Cristante braccetto, e su un lavoro collettivo che riduce il numero di tiri concessi (113 conclusioni totali e 37 nello specchio dopo i primi 11 turni).
Cosa serve per riscrivere la storia
Per trasformare la proiezione in realtà, la Roma dovrà reggere alla lunga: gestire gli impegni europei, limitare gli infortuni nella linea difensiva e magari aggiungere un tassello mirato a gennaio, senza snaturare l’equilibrio costruito.
Una cosa però è già chiara: se la squadra di Gasperini dovesse chiudere sotto quota 20 gol subiti, non sarebbe solo un record giallorosso, ma uno dei traguardi difensivi più clamorosi dell’era moderna della Serie A. E a quel punto, il paragone con la Juve della BBC non sarebbe più soltanto una suggestione.