Una sfida pesante, ma non ancora decisiva
Per Franco Ceravolo, che in carriera ha lavorato sia a Trigoria che all’ombra del Vesuvio, Roma-Napoli è una partita enorme, ma non ancora un crocevia definitivo. L’ex direttore sportivo invita a raffreddare le polemiche sui due giorni di riposo in meno dei giallorossi e mette il focus sul quadro generale: il Napoli arriva con qualche assenza pesante e una classifica ancora “impegnativa”, la Roma difende il primo posto, ma il campionato è lungo e non si decide a fine novembre.
Il messaggio è chiaro: gara prestigiosa, scenario speciale, ma niente etichette da “dentro o fuori”. Proprio per questo, però, chi uscirà dall’Olimpico con qualcosa in mano avrà mandato un segnale forte al resto della Serie A.
Gasperini e Conte, due allenatori da “miracoli”
Ceravolo conosce bene sia Gasperini che Conte, avendoci lavorato direttamente. Nella sua lettura, il filo che li unisce è la capacità di costruire vere e proprie imprese ovunque siano passati: i sette anni d’Atalanta con il Gasp, con qualificazioni europee e un titolo continentale, e le panchine di Conte tra Juventus, Chelsea, Inter, Tottenham e oggi Napoli, quasi sempre chiuse con trofei o salti di livello evidenti.
Per Ceravolo, insieme a Spalletti formano il club ristretto degli allenatori che possono essere considerati tra i migliori non solo in Italia, ma anche fuori. Roma-Napoli diventa così il confronto tra due scuole di pensiero forti, appoggiate da due tifoserie caldissime. Nessuna vera favorita, sottolinea: sarà una sfida tattica, da episodi, dove un singolo colpo – una giocata, un errore, una palla inattiva – può cambiare tutto.
La Roma più solida di sempre: merito del collettivo
Un passaggio interessante riguarda la nuova versione della Roma di Gasperini. Storicamente associato a un calcio offensivo e molto rischioso dietro, il tecnico a Trigoria sta mostrando anche un’altra faccia: squadre corte, reparti stretti, pochi gol subiti.
Ceravolo spiega il perché: il Gasp resta un allenatore dalla vocazione offensiva, ma è anche uno che si adatta agli uomini che ha. All’Atalanta ha spesso dovuto valorizzare giocatori da rivendere in alto, a Roma sta trovando equilibrio lavorando su tutta la squadra, non solo sulla linea difensiva. Quando si incassa poco, insiste l’ex DS, è merito del collettivo, non solo dei singoli dietro.
E proprio questo rende Roma-Napoli ancora più intrigante: una Roma che ha imparato a essere solida senza perdere aggressività, contro un Napoli che con Conte sta cercando stabilità tra infortuni, cambi di modulo e un livello di aspettativa altissimo. La sensazione di Ceravolo è che la Roma non avrà vita facile, ma che la partita sarà decisa sui dettagli. Ed è lì che, tra panchine forti e tifoserie in ebollizione, si misurerà davvero la maturità della capolista.