Prestazione positiva, ma manca ancora l’ultimo passaggio
Federico Guidi guarda alla sua Roma Primavera con l’occhio di chi vede la strada giusta, ma sa che c’è ancora da limare i dettagli. Analizzando l’ultima uscita, il tecnico sottolinea come per larghi tratti la squadra abbia sviluppato bene il gioco, tenendo in mano il pallone e interpretando la gara nel modo corretto.
Il rammarico, semmai, nasce da ciò che è mancato nell’ultimo terzo di campo: qualche errore tecnico di troppo, qualche scelta sbagliata sul passaggio finale o sull’attacco alla porta. Situazioni che hanno impedito ai giallorossini di raccogliere pienamente quanto costruito. Guidi però non ci vede un campanello d’allarme, bensì una tappa naturale di un percorso di crescita: l’importante, ribadisce, è che le prestazioni ci siano, che l’autostima resti alta e che la squadra sappia dove deve migliorare.
Un Lecce più esperto: fisicità, palle inattive e talento
La sfida che attende la Roma è molto diversa dalle ultime contro Inter e Juventus, avversarie che hanno accettato di giocare a viso aperto su terreno “amico” ai giallorossi, fatto di possesso palla, ritmo e qualità tecnica. Il Lecce Primavera, invece, porta in dote un quadro completamente differente.
Guidi lo definisce un avversario molto esperto, con tanti giocatori vicini al limite d’età e persino un 2005 stabilmente titolare – che si tratti di Gorter o Kovac – a guidare un gruppo già formato fisicamente. È una squadra di grande struttura, che sa usare il corpo, che sporca le partite e diventa estremamente pericolosa sulle palle inattive, uno dei suoi marchi di fabbrica già nelle ultime stagioni.
Davanti, il Lecce può contare su elementi di talento come Esteban, tra i giocatori più incisivi del campionato Primavera 1 per gol e presenza offensiva. Una combinazione – fisicità, esperienza, qualità nei calci piazzati e un terminale offensivo di livello – che rende la partita tutt’altro che banale per una Roma giovane e propositiva.
Consapevolezza, non paura: la strada giusta per la Roma di Guidi
Proprio per questo, Guidi parla di una gara da affrontare con consapevolezza, non con timore. Conoscere pregi e difetti dell’avversario diventa il primo passo per preparare il piano partita: limitare la loro forza sulle palle inattive, reggere l’urto nei duelli fisici e allo stesso tempo continuare a proporre il proprio calcio, senza snaturarsi.
La Roma Primavera arriva a questo appuntamento con la convinzione di essere “nella direzione giusta”, come sottolinea il tecnico: le prestazioni ci sono, il gruppo cresce, l’identità si vede. Adesso il salto richiesto è un altro: trasformare il buon gioco in scelte più lucide negli ultimi metri, per far pesare sul risultato tutto il lavoro costruito fino alla trequarti.
Contro un Lecce esperto e strutturato, sarà un test di maturità perfetto: la partita giusta per capire quanto questa Roma sia pronta non solo a giocare bene, ma anche a vincere le battaglie “sporche” che spesso decidono una stagione Primavera.