La corsa italiana verso Euro 2032 entra nella fase decisiva. Entro la mezzanotte di oggi, 31 luglio, le città candidate devono consegnare alla FIGC i dossier contenenti progetti, garanzie economiche e cronoprogrammi degli impianti. L’Italia dovrà poi indicare alla UEFA cinque stadi principali, oltre ad alcune possibili riserve. La scelta definitiva delle dieci sedi del torneo, cinque italiane e cinque turche, è prevista a ottobre 2026.
Roma presenta due candidature
La Capitale può giocare due carte: lo Stadio Olimpico e il futuro impianto della Roma a Pietralata. L’Olimpico parte favorito grazie alla sua esperienza internazionale e a un piano di rinnovamento già finanziato. Il nuovo stadio giallorosso rappresenta invece la proposta più moderna e ambiziosa, pensata per rispettare gli standard di sostenibilità, accessibilità e fruibilità richiesti dalla UEFA.
Il progetto di Pietralata è già stato inserito tra le potenziali sedi di Euro 2032. A febbraio la delegazione UEFA ha approfondito direttamente con la Roma il programma di realizzazione dell’impianto, dopo aver effettuato anche un sopralluogo all’Olimpico.
Pietralata, mesi decisivi
Il percorso amministrativo del nuovo stadio è entrato nell’ultima fase. Il 27 luglio è iniziata la Conferenza dei Servizi decisoria, destinata a concludersi a settembre. L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è ottenere il via libera definitivo e aprire i cantieri entro marzo 2027. L’investimento privato indicato dal Comune è di circa un miliardo di euro, con oltre 100 milioni di opere e servizi destinati al territorio.
Resta difficile immaginare due stadi della stessa città nella lista principale. Se entrambi i dossier rispetteranno i requisiti, uno potrebbe essere scelto tra i cinque impianti titolari e l’altro inserito tra le riserve. Per la Roma, entrare nella partita di Euro 2032 rappresenterebbe una spinta decisiva verso la realizzazione della nuova casa giallorossa.