Simonetta: “Ero a scuola e mi sono ritrovato contro i Galacticos” Poi il commento su De Rossi

Le dichiarazioni dell’ex attaccante della primavera giallorossa

Jacopo Pagliara -
Tempo di lettura: 2 minuti
Alessandro Simonetta
Alessandro Simonetta (foto roma.repubblica.it)

Può bastare un paio di scarpini regalati da un giovane Daniele De Rossi per raccontare un mondo fatto di umiltà e appartenenza. Alessandro Simonetta, ex attaccante cresciuto nel settore giovanile della Roma, ripercorre alcuni dei momenti più significativi della sua carriera: dalla convocazione a sorpresa contro il Real Madrid dei Galácticos, arrivata mentre era ancora tra i banchi di scuola, fino al ricordo della maglia scambiata con Fernando Morientes al termine di quella notte europea.

Poi, la svolta lontano dal calcio professionistico: la scelta di entrare nella Polizia Penitenziaria e di proseguire il proprio percorso con l’Astrea, senza mai dimenticare gli anni vissuti in giallorosso. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni rilasciate in un’intervista a La Repubblica.

Le dichiarazioni di Alessandro Simonetta

«Una piccola cosa, però mi è rimasta. Mi si erano bucati gli scarpini in allenamento. Passava Daniele De Rossi, anche lui era un ragazzetto, classe ’83, e per scherzo gli dico: “Danie’, ma ce l’hai un paio di scarpini?” Pensavo non mi avesse neanche sentito. Il giorno dopo mi trovo davanti un paio di scarpini nuovi. Per farti capire l’umiltà di Daniele».

Tra i ricordi più significativi della sua esperienza in giallorosso, Simonetta inserisce anche le convocazioni ricevute prima da Fabio Capello e poi da Luigi Delneri, culminate con una serata indimenticabile in Champions League.

«Ero a scuola. Mi chiamano dall’ufficio del preside e io penso: cavolo, ma che ho combinato? Invece era Bruno Conti. Mi dice: stasera non prendere impegni, che sei convocato per la partita. Dopo la scuola mangia e vai in ritiro. Mi sono ritrovato in panchina contro il Real Madrid dei Galácticos».

Il ricordo di quella sfida europea è ancora vivido nella memoria dell’ex attaccante.

«Senti una tensione altissima con te stesso, perché poche ore prima stai a scuola e poi ti ritrovi lì. Ma non mi hanno mai fatto pesare niente, ero uno di loro, punto. Queste cose nel professionismo non te le fanno sentire. La partita finì 0-3, non ci fu storia. E alla fine, nel tunnel, ho scambiato la maglia con Morientes. Una cosa istintiva: ti avvicini, te la levi, te la scambi. Ce l’ho ancora a casa».

Alessandro Simonetta
Alessandro Simonetta (RomaForever.it)

Conclusa l’esperienza nel calcio professionistico, Simonetta spiega anche cosa lo ha portato a intraprendere una nuova strada nella Polizia Penitenziaria.

«Avevo ventiquattro anni, giocavo all’Isola Liri, l’ultima stagione tra i professionisti. Arriva questo concorso per entrare nell’Astrea — la squadra della penitenziaria, che allora era in Serie D. Mi dissero: con il curriculum che hai, sei rientrato. E io ho detto sì».