Ritorno alle origini per Edoardo Bove. Il centrocampista classe 2002 è stato il protagonista di una conferenza stampa organizzata in via della Camilluccia, presso l’impianto sportivo della Boreale, per festeggiare l’ottantesimo anniversario del club di cui ha recentemente acquisito la proprietà. Durante l’evento, l’ex talento romanista ha colto l’occasione per scambiare qualche battuta con i giornalisti presenti, raccontando anche la sua avventura oltremanica tra le file del Watford. Ecco un estratto delle sue parole.
Le dichiarazioni di Edoardo Bove
Riguardo a un possibile rammarico per aver lasciato il nostro campionato, il centrocampista ha subito chiarito la sua posizione: “Non lo chiamerei dispiacere. Per me la Serie A è un campionato importante, in futuro non so come andranno le cose, non nego la possibilità che tornare sarebbe un piacere. Ma sono davvero contento della mia esperienza all’estero, era uno dei miei obiettivi giocare soprattutto in Inghilterra. Volevo confrontarmi con una realtà differente. Sono contento di come sta andando, vedremo cosa ci riserverà il futuro”.
Spostando poi l’attenzione sulle ambizioni della sua ex squadra e sulle chance di ottenere un piazzamento in Champions League, ha commentato: “Non ho una risposta, ma lo spero. Spero per la piazza, per i compagni, non parliamo prima. Ieri è stata una partita molto importante”.

Sulle recenti vicende dell’ambiente giallorosso, compresa la questione Ranieri e l’apparente difficoltà del club nel compiere il salto di qualità definitivo, Bove ha preferito mantenere le distanze: “Io stavo a Londra quando sono successe queste cose. Non entro nei dettagtli, non ne sono a conoscenza, ho cercato di isolarmi un pochino perché era troppo importante ripartire al massimo e farlo con più concentrazione possibile. La Roma cerca sempre di fare tutto per arrivare al massimo, l’ambizione è sempre quella e penso sarà sempre così”.
Interpellato successivamente sull’ipotesi di Gian Piero Gasperini come figura ideale per guidare un progetto a lungo termine, ha preferito non sbilanciarsi: “Non sono la persona giusta per rispondere a questa domanda. Ognuno ha le sue idee, il mister sappiamo che storia ha. Sta facendo una stagione importante“.
L’attenzione si è poi spostata inevitabilmente sull’imminente stracittadina, rivelando come seguirà il match: “Sabato è il mio compleanno, speriamo domenica in un bel regalino in ritardo. Io di solito preferisco vederla a casa, sono un pochino più tranquillo. Non so se vado allo stadio”.
Non è mancato un pensiero per Paulo Dybala e le incognite legate al suo domani, occasione in cui ha speso parole di profonda stima e gratitudine per l’argentino: “Abbiamo un bel rapporto, ma non al punto da dirmi quale sarà il suo futuro. Paulo è stato uno dei più forti con cui ho giocato, anche come persona è una di quelle che mi ha aiutato di più e non è assolutamente scontato. Chi è davvero forte in campo a volte al di fuori può essere più presuntuoso ma lui è tutto il contrario e lo ringrazio per quanto mi ha aiutato”.
Infine, sul rapporto con il suo ex allenatore José Mourinho, ha confermato di aver mantenuto i contatti: “Sì, ma come sento persone con cui ho giocato. La comunità calcistica ti permette di mantenere dei rapporti, sei unito da esperienze vissute insieme. È come se fossi andato all’università con un amico, per 2-3 anni li continui a sentire”.