Nainggolan punge la Roma: “Non mi piace il gioco, non bisogna accontentarsi”

L’ex centrocampista giallorosso parla a Sky Calcio Unplugged: critica lo stile della squadra, richiama Dybala e alza l’asticella sulla corsa Champions

Jacopo Mandò -
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Nainggolan
Nainggolan e la Roma: la sua passione raccontata a Sky – Romaforever.it

Radja Nainggolan torna a parlare di Roma e lo fa con il solito tono diretto, senza filtri. Intervenuto a Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, l’ex centrocampista giallorosso ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sullo stile di gioco, sulla discontinuità dei risultati e sul peso di Paulo Dybala. Parole pesanti, soprattutto perché arrivano da uno che la Roma l’ha vissuta, amata e trascinata in anni in cui l’obiettivo minimo era restare stabilmente in alto.

Nainggolan non fa sconti: “Non mi piace lo stile di gioco”

Il giudizio del Ninja è netto: “Roma? Difficile giudicarla: a volte fa bene, a volte fa male. Ma non mi piace lo stile di gioco”. Una valutazione che fotografa il punto più delicato della stagione giallorossa: la difficoltà di trovare continuità, non solo nei risultati ma anche nell’identità.

Nainggolan non boccia tutto, ma mette in evidenza un limite che pesa nella percezione esterna della squadra. La Roma può avere fiammate, qualità e momenti importanti, ma secondo l’ex centrocampista non può vivere di alti e bassi. Per una piazza come quella giallorossa, abituata a chiedere ambizione, la normalità non può essere l’instabilità.

Dybala e l’ambizione Champions

Nel suo ragionamento entra anche Paulo Dybala. “Dybala, per le qualità che ha, sarebbe un top, ma deve giocare più partite, sono troppo poche”, ha detto Nainggolan, toccando uno dei temi centrali della stagione romanista: il talento dell’argentino è enorme, ma la sua disponibilità resta spesso il vero ago della bilancia.

Poi il passaggio più forte, quello destinato a far discutere: “Per la Roma che amo io non va bene: dovrebbe stare sempre tra i primi 4 posti in Serie A, dove stavamo noi. Questo non fa bene alla Roma, pensare di accontentarsi”. Una frase che suona come un richiamo all’ambizione. Non una critica sterile, ma un messaggio chiaro: la Roma, per storia, pubblico e pressione, non può abituarsi a inseguire. Deve tornare a pretendere.